«Non è stato facile ma gli impegni presi da noi come dagli artisti e dagli aderenti della Fondazione Teatro Valle Bene Comune sono alla fine mantenuti: anche il foyer oltre all’intero teatro Valle è stato lasciato. Roma Capitale lo ha preso in consegna e lo ha immediatamente affidato all’Associazione Teatro di Roma». Lo ha dichiarato in una nota l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Giovanna Marinelli. «Quello che è avvenuto ieri sera non è la chiusura della vicenda del Teatro Valle, anzi un nuovo inizio - ha proseguito - Il Teatro, lasciato dai tanti appartenenti alla Fondazione Teatro Valle Bene Comune, non è vuoto: viene preso in consegna dall’Associazione Teatro di Roma per tornare (dopo i necessari lavori) a una piena attività artistica di cui l’esperienza maturata in questi tre anni al Valle, che ha avuto anche una eco europea e internazionale, sarà una parte costitutiva». Poi parla della futura convenzione. «Teatro di Roma e Fondazione stipuleranno, nella loro autonomia, una convenzione per stabilire forme e modi di questa collaborazione artistica, culturale e organizzativa - aggiunge la Marinelli - Ho già detto che questa è una vittoria della città e della cultura. I motivi sono molti: il Teatro Valle resta pubblico e si inserisce nell’attività della istituzione teatrale romana più prestigiosa e nota a livello nazionale e internazionale. Questa sarà una ricchezza in più per Roma, per la città che vuole cambiare, crescere, creare e godere di più della cultura». «Ed è una vittoria anche perché le istituzioni cittadine come gli artisti del Valle hanno saputo dare una prova di collaborazione e di responsabilità: non è stato semplice e soprattutto non era affatto scontato, dopo che troppe volte si erano accese polemiche e persino scontri - aggiunge - Tra i protagonisti di questo successo, consentitemi, insieme a Roma Capitale, c’è il Teatro di Roma, il suo presidente Marino Sinibaldi, il suo direttore Antonio Calbi: hanno lavorato con intelligenza e caparbietà per ottenere un risultato utile, mettendo in gioco la loro storia professionale e la loro passione». «E un ruolo importante spetterà anche al Mibact, al ministro e al suo impegno per il rilancio della nostra cultura - conclude - Guardiamo al futuro del Valle e delle istituzioni teatrali romane, con fiducia. Ci sarà da lavorare moltissimo, ma tutti hanno dimostrato di volerlo fare». Poco prima si era espresso anche il presidente del Teatro di Roma, Marino Sinibaldi. «Il Valle sarà un teatro particolare - ha detto - Questo non potrà più essere un teatro normale, è un teatro segnato da un’esperienza che lo ha attraversato, che ha varcato i nostri confini e che ha degli elementi sembrati interessanti al Comune di Roma che in una sua lettera ci invita a prendere in considerazione i temi lanciati dalla Fondazione Teatro Valle Bene Comune. Sono i temi dell’attenzione al pubblico, alla formazione, a un’idea del teatro come agorà, che fanno parte della vocazione del nuovo teatro di Roma, che non può non viversi come agorà».
«È una vittoria della città»
La soddisfazione dell’assessore Marinelli: «Non è stato facile ma ce l’abbiamo fatta»
