«Dopo l’abolizione del Senato e il tradimento della Costituzione da parte del trio Napolitano, Renzie, Berlusconi, l’unica forza democratica del Paese è il M5S»: parola di Beppe Grillo che, dal suo blog, annuncia l’inizio di una nuova «Lunga marcia», proponendo un bel fotomontaggio dove, in una celebre immagine iconografica della Rivoluzione Cinese, appare il volto del Beppe nazionale al posto di quello di Mao Zedong e cinque stelline sul raggio di luce che illumina la strada dell’esercito comunista in fuga. Sì, in fuga, perché, lo ricordiamo, la «Lunga marcia», quella che nel ’34 consacrò Mao guida del Partito Comunista Cinese, fu un’immane ritirata che il futuro presidente seppe trasformare in un evento simbolico positivo. «O loro o la democrazia - annuncia Grillo riferendosi a Renzi-Napolitano-Berlusconi - Non c’è più scelta. Sarà una lunga marcia», «arriveremo al governo. Non abbiamo fretta» e conclude: «Il potere appartiene al popolo, non ai partiti». È un po’ che nella politica del Terzo Millennio il Novecento rientra a gambatesa. E a Grillo questo gioco, evidentemente, piace. Non tanto tempo fa è stato (poco felicemente) paragonato a Hitler. Lui non si è accontentato di un solo dittatore e ne ha messi in campo due. «Ma io non sono Hitler - ha detto - sono oltre Hitler!». E ancora, prendendosela con il presidente del Parlamento Europeo: «Bisogna ringraziarlo Stalin. La guerra contro i nazisti l’ha vinta lui. Se non vinceva Stalin, Schulz era dentro al parlamento con una svastica sulla fronte. E tu dai dello stalinista a me? Vieni a offendere 10 milioni di italiani? Schulz, vedi di andare...» Insomma a Grillo le vicende del passato piacciono e, di propria iniziativa o chiamato in causa, di sicuro non si tira indietro se si gioca all’«ora di storia». E sempre a Grillo è attribuita la massima: «Statisti come Nerone e Ceausescu impallidiscono di fronte alla grandezza dello psiconano. Lui ha volato là dove non volano neppure le aquile littorie». Ricordiamo che Nerone si tolse la vita, Ceausescu fu fucilato e le aquile littorie vennero abbattute dai P51 americani. Adesso è la volta del maoismo. La voce che corre tra i più accreditati osservatori politici internazionali è: finché Grillo si crede Mao non c’è problema. Bisognerà preoccuparsi se inizierà a dire di essere Napoleone.
Grillo si crede Mao e annuncia: vinceremo
Se la prende con il trio Napolitano-Renzie-Berlusconi. «O loro o la democrazia»
