Adesso vogliamo vedere chi è il vero "cretino". Il ragazzo che a terra si presentava come un Robin Hood, dedito a proteggere la sua lady Marian, in realtà è il manifestante che per tutto un pomeriggio, immortalato dalle cineprese e scovato da una contro inchiesta de Il Tempo, ha guerreggiato per le vie di Roma. Le indagini in corso sono destinate a scrivere un epilogo ben diverso. Il partito dell’anti-polizia fu prontissimo a scagliarsi contro il mio collega e a difendere il fidanzatino che proteggeva la ragazza dalla violenza cieca della polizia. Pure i vertici del Dipartimento P.S. non diedero prova positiva di se stessi con quel "cretino" diretto all’agente, proferito con leggerezza. Prendersi insulti, sputi, schiaffi e sampietrini a ogni manifestazione non è piacevole per nessuno. Cosa dirà adesso chi si è scagliato contro i poliziotti? Gli agenti sono stufi perché dal Governo non stanno ricevendo grandi soddisfazioni: il contratto è fermo da 5 anni e il tetto stipendiale è imposto da troppo tempo. Il ministro dell’Interno annuncia la stretta contro i violenti nel calcio. Ci pare solo fumo negli occhi. È urgente un cambiamento di rotta anche da parte del mondo istituzionale e politico. Per tanti, un poliziotto buono è soltanto un poliziotto morto. Troppi sono pronti a metterci sul banco degli imputati. Il partito che odia le divise è forte, gode di buona stampa e di autorevoli protezioni. Vediamo, anche stavolta, come andrà a finire. Una cosa è sicura. Siamo stufi. Per davvero.
«A proposito di cretini»
di Gianni Tonelli, segretario Sap