segue dalla prima pagina Sulle quali si sono, sin dall’inizio della vicenda, espressi i più autorevoli giuristi italiani e stranieri (eccezion fatta ovviamente per gli indiani). Ricordo, tra i moltissimi contributi in questo senso lo studio approfondito in sostegno dell’internazionalizzazione e dell’Arbitrato Obbligatorio pubblicato recentemente dalla Professoressa Angela Del Vecchio sulla Rivista giuridica della Luiss, e il contributo del Prof. Natalino Ronzitti sull’Informatore Iai. Il terzo motivo di sconcerto e preoccupazione riguarda il valore di precedente che può avere nell’evoluzione della prassi e delle norme internazionali la sensazione di supina accondiscendenza che sta planando sulla mancata, decisa tutela dei nostri fondamentali interessi di sovranità. Questa preoccupazione è concreta. Non contestare la pretesa indiana a giudicare i nostri soldati espone a rischi da non prendere. Un ultimo punto riguarda l’opportunità di nominare un giurista straniero alla guida del team di esperti che dovrebbe trovare una via d'uscita. La tradizione italiana di diritto internazionale, soprattutto nella specifica materia del Diritto del mare, non teme paragoni di sorta. Tutto c’era da aspettarci, dicono in molti, ma non un'ammissione - inaccettabile - di inadeguatezza dei nostri internazionalisti.
Ma era necessario il legale straniero?
segue dalla prima pagina Sulle quali si sono, sin dall’inizio della vicenda, espressi i più autorevoli giuristi italiani e stranieri (eccezion fatta ovviamente per gli indiani). Ricordo, tra i...