Politica

Il decreto sulla Pubblica amministrazione è legge

Il governo ottiene la fiducia sul testo. Mobilità obbligatoria entro 50 Km, rimodulazione del turn over, abolizione del trattenimento in servizio. Tutte le novità introdotte

La riforma della pubblica amministrazione targata Renzi parte con l'approvazione del suo primo tassello. Il decreto legge del ministro Madia è stato convertito. Sul testo era stata posta la fiducia. Con 303 “sì”, 163 “no” e 9 astenuti il decreto è stato approvato alla terza lettura in via definitiva. Ora la riforma prosegue con un disegno di legge delega, che verrà discusso in Senato a partire da settembre. Il caso della “quota 96” è stato rimandato a fine mese con un provvedimento ad hoc. Il governo ha infatti stralciato, tra mille polemiche, la norma del decreto che avrebbe permesso a 4mila insegnanti bloccati dalla riforma Fornero di andare in pensione anticipata. Il testo, approvato oggi, tra le principali novità prevede per i dipendenti pubblici la mobilità obbligatoria fino a 50 chilometri di distanza dalla sede di appartenenza, la rimodulazione del turn over, che diventa più flessibile, per il quinquennio 2014-2018. Già al Senato, la commissione Affari costituzionali aveva dato il via libera a quattro emendamenti soppressivi del governo che hanno cancellato tre punti roventi del dl: il tetto dei 68 anni per il pensionamento dei professori universitari e dei primari (costo un centinaio di milioni), lo stop alle penalizzazioni per chi si ritira dal lavoro a 62 anni, e la famigerata “quota 96”. Ecco nel dettaglio i numerosi punti di intervento del decreto.   Mobilità obbligatoria. La mobilità obbligatoria potrà essere applicata entro una distanza massima di 50 chilometri. Viene infatti introdotta una nuova disciplina, prevedendo il trasferimento dei dipendenti all'interno della stessa amministrazione o in altra amministrazione, in sedi collocate nello stesso Comune o a una distanza massima di 50 chilometri dalla sede cui sono adibiti, senza bisogno del consenso del lavoratore interessato. Sono previste specifiche deroghe per i dipendenti con figli di età inferiore a 3 anni, che hanno diritto al congedo parentale e per i dipendenti che possono usufruire dei permessi lavorativi retribuiti per l'assistenza di un disabile.   Rimodulazione del turn over. Vengono rimodulate le percentuali del turn over, per il quinquennio 2014-2018, che diventano più flessibili. Le amministrazioni possono procedere ad assunzioni che non superino il 20% delle spese sostenute per quanti sono usciti nel 2014, la percentuale si alza al 40% nel 2015 per arrivare al 100% nel 2018. Inoltre è prevista la proroga dei contratti a termine, stipulabili dalle province per specifiche necessità (già prorogati al 31 dicembre 2014). Mentre per alcune tipologie di lavoratori socialmente utili non saranno applicati i limiti assunzionali previsti, ma solo nel caso in cui il costo del personale sia coperto da specifici finanziamenti.   Abolizione del trattenimento in servizio. Viene abrogato l'istituto del trattenimento in servizio: le pubbliche amministrazioni, quindi, non potranno più trattenere il personale oltre l'età di pensionamento.   Insegnamento universitario. Diventa più facile ottenere il “patentino” per diventare professori universitari. Infatti saranno sufficienti 10 pubblicazioni (non più 12) per presentare la candidatura. Inoltre saranno rivisti i criteri di valutazione.   Anticorruzione. Potranno essere commissariate anche le società appaltatrici dei lavori, coinvolte nelle inchieste per corruzione. Al Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione vengono assegnati compiti di alta sorveglianza, al fine di garantire la correttezza e la trasparenza delle procedure connesse alla realizzazione delle opere dell'Expo 2015.   Diritti di rogito. Per quanto riguarda l'organizzazione degli enti territoriali, viene eliminata l'attribuzione ai segretari comunali e provinciali delle quote loro spettanti dei diritti di segreteria e del diritto di rogito.   Autorità indipendenti. I componenti delle authority pubbliche dovranno aspettare 5 anni per poter essere nuovamente nominati in un'altra autorità. La razionalizzazione delle strutture deve prevedere una concentrazione del personale nella sede centrale non inferiore al 70%.   Banca d'Italia. I dirigenti di Bankitalia e dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, per un periodo non superiore a due anni dalla cessazione dell'incarico, non potranno intrattenere rapporti di collaborazione, consulenza o impiego con i soggetti regolati.

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