Politica

Patto Renzi-Cav per bloccare i partitini

Oggi il vertice tra il premier e Berlusconi sulle modifiche all’Italicum. Matteo vede Alfano. La maggioranza: non accettiamo diktat da Pd e FI

Si terrà oggi l’incontro tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il leader di FI Silvio Berlusconi per concordare le modifiche all’Italicum. Il summit per siglare il patto del Nazareno bis sarebbe dovuto cadere ieri a pranzo, ma alla fine è stato spostato a oggi. Il vertice tra Renzi e il Cav ci sarà in mattinata e servirà a sugellare la nuova intesa tra i due leader sulla legge elettorale, viatico indispensabile per garantire un tranquillo iter alle riforme costituzionali e costituire al contempo una via d’uscita per Renzi in caso di fallimento delle riforme o di precipitazione della situazione politica nel caso in cui i parametri economici in autunno dovessero essere insostenibili e conseguenti elezioni anticipate. «Sono ottimista che troveremo un accordo sulla legge elettorale e poi dobbiamo concentrarci sui problemi veri delle persone, e lo stiamo facendo», spiega il premier, che a Palazzo Chigi ha incontrato il ministro dell’Interno e leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano per parlare di immigrazione, Libia e ovviamente legge elettorale. Ncd - è la posizione di Alfano - è stata leale sulla riforma del Senato, votata nella formulazione proposta dal governo pur preferendo l’elezione diretta dei nuovi senatori contestuale alle elezioni regionali. Di qui la richiesta di concordare le modifiche al Titolo V e all’Italicum. Alfano, sulla legge elettorale, chiede le preferenze, l’abbassamento delle soglie di sbarramento, l’innalzamento di quella per ottenere il premio di maggioranza al primo turno e la possibilità di apparentamento in caso di eventuale secondo turno. Un «ottimo incontro» per Alfano che parla di rafforzamento dell’asse di governo tra Pd e Ncd. Ciò non preclude che il confronto sulla legge elettorale venga allargato ad altre forze, ma l’asse portante resta la maggioranza che sostiene il governo. Durante l’incontro, Alfano avrebbe ribadito le priorità di Ncd, prima fra tutte la reintroduzione delle preferenze, che restano «fondamentali». Così come il diritto di chi vince le elezioni a governare con una solida maggioranza, assicurata da un premio, e il diritto di chi non vince di essere rappresentato in Parlamento. Ogni modifica però dovrà essere concordata con i contraenti il patto del Nazareno, quindi dovrà essere accettata da Berlusconi. Ma FI, per venire incontro a Ncd, vuole la garanzia che Alfano si schieri nel controdestra. Le trattative vanno avanti, ma è chiaro che l’ex delfino del Cav, nonostante le pressioni di una parte del partito per ricongiungersi con FI, non vuole presentarsi col cappello in mano. Proprio per neutralizzare la portata del patto del Nazareno bis, i partiti di maggioranza diversi dal Pd che sostengono il governo si sono incontrati in Senato. Sul tavolo l’Italicum e la legge di stabilità che andrà varata a settembre. Una riunione di due ore circa per approntare le strategie da mettere a punto per arginare l’eventualità di decisioni coltivate unicamente lungo l’asse Renzi-Berlusconi. Un segnale inviato al premier da parte della maggioranza: sulla legge elettorale non si può fare a meno di noi. Alla riunione hanno preso parte l’ex ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, Lorenzo Cesa con Antonio De Poli, De Mita, Dellai, Mazziotti e Balduzzi. Con loro anche Mario Mauro e Lucio Romano. Nel corso dell’incontro, cui ha preso parte per Scelta civica anche Gianluca Susta, si è preso atto che la prima lettura delle Riforme - con l’impegno di tutte le forze politiche che sostengono il governo Renzi - è in dirittura d’arrivo. Quindi, si sarebbe discusso, in via generale, di proposte comuni sull’Italicum, in vista del probabile avvio, ai primi di settembre, dell’esame della legge elettorale da parte del Senato. Posto che la riforma costituzionale è improntata al principio di rendere più agevole la governabilità è opportuno introdurre e rafforzare, nel testo dell’Italicum, tutti gli istituti volti a superare le criticità, anche sotto il profilo della costituzionalità, rappresentate da molti gruppi nella discussione alla Camera. Soglie e ripartizione dei voti erano stati i cavalli di battaglia dei piccoli partiti durante la discussione a Montecitorio. Ma è chiaro che il potere di veto degli altri partiti di maggioranza viene visto come fumo negli occhi da Renzi. Per questo Ncd alza la voce: la legge elettorale è una questione di sopravvivenza. Il capogruppo alla Camera Nunzia De Girolamo chiede di riscrivere l’Italicum con preferenze e nuove soglie, mentre Quagliariello spiega: «Nessuna preclusione, anzi valutazione positiva del coinvolgimento delle forze di opposizione nella riscrittura delle regole. Ben venga dunque l’incontro tra Renzi e Berlusconi. L’esigenza che noi poniamo, costruttiva, è che la legge elettorale venga considerata in un’ottica di sistema. Con la riforma costituzionale stiamo cambiando completamente il nostro bicameralismo. La legge elettorale non può non tener conto del nuovo assetto istituzionale e inserirsi in questo contesto. E l’Italicum com’è uscito dalla Camera evidentemente non risponde a questa esigenza e necessita di correttivi».

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