Politica

Confcommercio: effetto 80 euro irrilevante

Crescita lenta dei consumi a giugno secondo Confcommercio: l'aumento tendenziale è stato dello 0,4%, corrispondente a un +0,1% rispetto al mese di maggio. Secondo l'associazione dei commercianti l'eff...

Crescita lenta dei consumi a giugno secondo Confcommercio: l'aumento tendenziale è stato dello 0,4%, corrispondente a un +0,1% rispetto al mese di maggio. Secondo l'associazione dei commercianti l'effetto bonus «è quasi invisibile». Guardando al dettaglio si ha una crescita dell'1% della domanda di servizi, mentre la spesa per i beni ha registrato una variazione nulla rimanendo sugli stessi livelli dell'anno scorso. «Per tornare a crescere è necessario e urgente abbattere le tasse su imprese e famiglie» afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Quanto al bonus di 80 euro deciso dal governo «è stato percepito dai consumatori come una misura episodica e non strutturale, redistributiva e non per la crescita». Sangalli poi sottolinea che il 2014 sarà ancora di «transizione e se di continua così di rischia di compromettere le prospettive di crescita per il 2015». «Ad eccezione del dato sull'occupazione -ha spiegato Sangalli- che negli ultimi due mesi ha fatto registrare il segno più, tutti gli altri indicatori sono negativi: produzione industriale, Pil e prezzi in calo, con le imprese del terziario che continuano a chiudere». Altri dati sulla contrazione dei consumi sono arrivati dalla Coldiretti. Da un’analisi dell’associazione emerge che «i consumi alimentari hanno toccato il fondo nel 2014 e sono tornati indietro di oltre 33 anni sui livelli minimi del 1981». Se gli italiani nei primi anni della crisi, sottolinea la Coldiretti, hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beni non essenziali, dall'abbigliamento alle calzature, poi hanno iniziato a tagliare anche sul cibo riducendo al minimo gli sprechi e orientandosi verso prodotti low cost. Nel primo semestre del 2014 il carrello della spesa, precisa la Coldiretti, si è ulteriormente svuotato e pesa l'1,5% in meno rispetto allo steso periodo dell'anno precedente, con cali più accentuati per i prodotti lattiero-caseari (-5%) e per l'ortofrutta (-2%).

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