Politica

Senzatetto e senza vergogna

di Angelo Mellone

La buona notizia è questa: la Camera dei deputati risparmierà quasi ottanta milioni di euro in affitti. La cattiva notizia è questa: in quindici anni circa, ne ha spesi quasi quattrocento per alloggiare quattrocento deputati. La notizia curiosa è che quattrocento cinque parlamentari, in procinto d’esser sfrattati dai loro uffici dal primo gennaio 2015, non l'hanno presa bene. Per niente. E hanno immediatamente chiesto un’indennità supplementare per far fronte alla necessità di dover sborsare denaro per avere un tetto sotto cui ricevere elettori, clienti, colleghi, amici, e chi vi pare. Fa sorridere che in questa nostra nazione depressa, impoverita e rachitica, possano esistere problemi come questo, che fanno intuire quanto alcuni privilegi siano talmente tanto radicati nei costumi della nostra rappresentanza politica da apparire naturali e, dunque, insindacabili. Fa sorridere, ma il sorriso svanisce presto quando ragioniamo sul fatto che un personale politico remunerato con stipendi certo non da straccioni si straccia le vesti perché, come tutti i comuni mortali, se vuole un ufficio lo deve pagare. Siamo nell'epoca dell'iperconnessione tecnologica, e ai nostri deputati, per far bene il loro lavoro, oltre allo scranno di Montecitorio bastano e avanzano un personal computer, uno smartphone e tanta buona volontà. Eppure, alla Camera come altrove, la percezione di una specie di impermeabilità ai sacrifici che stanno spossando e infiacchendo gli italiani resiste più dell'ultimo giapponese sull'isola. In casi come questi, la demolizione ironica di certe pretese fa scopa con l'indignazione che è facile sollevare nella gente. Quello che non si comprende è come non faccia a capirlo un personale politico che proprio sulla conoscenza del proprio popolo dovrebbe fondare la sua competenza.

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