Ormai è un matrimonio indistruttibile. Da un lato Silvio Berlusconi che "ordina" ai suoi di non attaccare il premier Matteo Renzi e, raccontano i bn informati, starebbe addirittura pensando di rientrare nella maggioranza di governo. Dall'altro Matteo Renzi che non ne vuole proprio saper di "tradire" il suo amato Cavaliere. E parlando in Egitto rilancia: "È importante che Berlusconi stia al tavolo della riforma elettorale, come è stato a quello della riforma costituzionale. Questo è un elemento di serietà del sistema, è un segnale importante". Insomma, il premier "chiama" il leader di Forza Italia e punta ad un nuovo patto del Nazareno che fissi le modifiche condivise alla riforma della legge elettorale. I nodi sul tavolo sono noti e riguardano soglie e preferenze. Il tempo per discuterne non manca. Gli altri guardano con interesse alle prossime mosse. A partire da Sel. "Sulla legge elettorale un partito come Sel tiene gli occhi bene aperti rispetto a quel patto del Nazareno che dovrebbe avere un 'restyling' nell'incontro previsto tra Berlusconi e Renzi la prossima settimana - commenta Loredana De Petris -. Le richieste di Sel sono evidenti perché le abbiamo espresse alla luce del sole: si tratta di alzare al 40% la soglia per accedere al premio di maggioranza e di abbassare le soglie minime di accesso a livelli, diciamo, almeno europei". Anche Ncd non vuole sorprese. "La nuova legge elettorale - dice Renato Schifani - non potrà nascere sulla base di un'intesa a due, che di fatto non ascolti chi, invece, quotidianamente sostiene il governo e ne garantisce la piena agibilità politica anche attraverso voti di fiducia, l'ultimo dei quali espresso proprio poche ore fa in Senato". Beppe Grillo, invece, sembra aver imboccato di nuovo la strada della chiusura verso il Pd: "Abbiamo a che fare con gente fasulla, falsa e ipocrita. Si siedono al tavolo della trattativa mentre hanno già deciso tutto prima. Il MoVimento 5 Stelle è pronto ad andare al voto anche a ottobre e con l'attuale legge elettorale".
Renzi non vuole tradire Berlusconi
Il premier dall'Egitto: "È importante che stia al tavolo della riforma elettorale, come è stato a quello della riforma costituzionale". Prossima settimana l'incontro tra i due
