L'intervista

Sara Kelany (FdI) denuncia la frase choc ascoltata a Padova: «Il 7 ottobre prospettiva di vittoria»

Striscioni che inneggiano all’Intifada e tribunali che applicano la Shari’a

«Striscioni che inneggiano all’Intifada, tribunali che applicano la Shari’a. Se non è questo un attacco alla Costituzione, cos’altro lo è? Perché la sinistra se ne sta in silenzio?». A porsi tali interrogativi è Sara Kelany, deputata e responsabile immigrazione di Fratelli d’Italia.

Una parte di campo largo sostiene che, durante le commemorazioni per il 7 ottobre, nessuno abbia incitato alla violenza contro un popolo. È davvero così?

«Dopo un evento di FdI contro il velo integrale, insieme alla collega Gardini, in quel di Padova, ci sediamo davanti un bar e ci imbattiamo nel classico corteo ProPal. La gravità che, a parte le solite bandiere del Partito Comunista, Usb e via dicendo, c’era una donna che, al megafono, gridava: “Il 7 ottobre ha dato una prospettiva di vittoria a tutti noi”. Se non è questo un appello alla violenza».

Cosa ha provato in quel momento?

«Mi si è gelato il sangue, perché tra i soliti manifestanti c’erano anche famiglie, bambini molto piccoli sulle spalle dei genitori. E nonostante ciò s’inneggiava alla morte. Osservando le foto esclusive, che ho girato a Il Tempo, sotto una scritta “la fine del genocidio è la fine del sionismo” appare un messaggio in arabo che, traducendolo, vuol dire: “resistenza fino alla vittoria”. E osservando bene s’intravede un altro simbolo più che discutibile. Su un fascione compare un uomo che lancia una pietra con una fionda, chiaro inno all’Intifada. Altro che bandiera di Hamas. Qui siamo andati oltre».

Non ci sarebbe, d’altronde, nulla di anomalo, considerando che, a Bologna, è stato lanciato un vero e proprio invito a combattere…

«Parliamo di un’emergenza diffusa e su cui occorre più di una semplice riflessione».

Rispetto a tutto ciò, come dovrebbe comportarsi l’opinione pubblica?

«Qualche giorno fa ho ascoltato dei reel inerenti la trasmissione di Formigli in cui è stato negato che dei bambini israeliani siano stati bruciati il 7 ottobre. Questo è “negazionismo”».

Tale tipologia di narrazione impone nuovi strumenti per contrastare l’odio?

«Quest’esecutivo, a differenza di molti altri nel pianeta, è stato molto attento nel tutelare la serenità dei nostri concittadini ebrei. Per fortuna, i nostri livelli di intelligence, e per questo va dato un plauso particolare al ministro Piantedosi e alla premier Meloni, sono riusciti a garantire importanti livelli di sicurezza. Detto ciò, non possiamo più tollerare manifestazioni che incitano a prendere le armi, a uccidere».

In tale azione di contrasto, quanto è importante l’ultimo ddl antisemitismo?

«L’atteggiamento che stanno avendo alcune sinistre rispetto a quanto già approvato è gravissimo. Dietro a quello che viene definito “antisionismo” viene celato un evidente tentativo di “antisemitismo”. Spero, quindi, che chi è chiamato a rappresentare tutti i cittadini abbia un sussulto di dignità e smetta di utilizzare, in chiave elettorale, i diritti umani. Peggio ancora, poi, se prevale il lassismo. Tra qualche mese, potremmo pentirci di non aver agito in tempo e di non aver remato tutti nella medesima direzione. Stesso ragionamento vale per il nostro ulteriore disegno di legge, di cui sono prima firmataria, contro il separatismo religioso e il fondamentalismo islamico».

Si riferisce al caso Padova, dove spunta un tribunale che applica la Shari’a?

«Sono stata tra le prime a presentare un esposto in Procura. Qualcuno vorrebbe impiantare un ordinamento parallelo per soppiantare il nostro diritto. Inaccettabile».

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