Politica

Rissa al Senato, Bianconi in ospedale

Al primo voto segreto Governo battuto su un emendamento della Lega. Grasso contestato minaccia di chiamare la polizia. Renzi: "Triste chi si nasconde per dissentire"

È bastato un voto segreto, il primo, perché la fragile maggioranza che a Palazzo Madama sostiene la riforma del Senato andasse in pezzi. L’emendamento in questione, che riguardava la possibilità della Camera Alta di partecipare all’iter legislativo dei temi etici, è stato presentato dal leghista Candiani ed è stato approvato con 154 sì e 147 voti contrari. Conti alla mano, al governo sono mancati una quarantina di senatori, al punto che dal Pd è stato subito evocato il ritorno dei «101», i franchi tiratori che affondarono la corsa al Quirinale di Prodi. Ma non è mancato chi, soprattutto dal Ncd, ha accusato i colleghi di FI. Al termine del voto dai banchi di M5S e Lega è partito un boato di esultanza. Ma i momenti di tensione non erano finiti. Perché nel pomeriggio doveva essere votato un nuovo emendamento di Candiani, che prevedeva la tutela delle minoranze linguistiche e il taglio dei deputati da 630 a 500. A norma di regolamento, la prima parte andava votata in maniera segreta, la seconda con procedura palese. Ma, essendo l’emendamento «non spacchettabile», il presidente del Senato Grasso ha accordato il voto palese. In questo modo ha salvato il governo, ma si è attirato gli strali dell’opposizione, che ha interrotto la seduta al grido di «Libertà, libertà». L’obiettivo era ottenere la ripetizione del voto con procedura segreta. Grasso così si è visto costretto a sospendere le votazioni e a convocare una nuova conferenza dei capigruppo nel corso della quale ha evocato, nel caso in cui fossero proseguiti i disordini, anche il possibile intervento della polizia nell’Aula. Così, mentre i rappresentati dei 5 Stelle abbandonavano per protesta la capigruppo, persino Cicchitto dell’Ncd se la prendeva con il presidente accusandolo di essere «inadeguato». È poi lo stesso Grasso a provare a stemperare gli animi: «La polizia del Senato sono i commessi - spiega il suo portavoce - è a loro che il presidente si riferiva». «Il governo aveva ampiamente messo in conto la possibilità di qualche incidente come questo, dato anche il numero dei voti segreti» ha commentato il leader di Ncd Alfano. Alla ripresa dei lavori è stato chiesto di aggiornare la seduta ma la maggioranza si è opposta e Grasso ha deciso di andare avanti. Nuova gazzarra, Scilipoti si è avvicinato al presidente per dire che «uno si è fatto male» e Grasso ha sospeso i lavori. Nel parapiglia la senatrice Ncd Laura Bianconi sarebbe stata urtata da un commesso ed è stata portata in ospedale (problemi a un gomito) mentre il senatore della Lega, Nunziante Consilio, si è accasciato, forse per un malore, ed è stato portato fuori dall'aula in barella. Grasso ha poi ripreso la seduta solo per ribadire che «è stata una giornata da dimenticare» e aggiornare i lavori a questa mattina.

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