Il divieto di fecondazione eterologa è decaduto dopo la sentenza della Corte Costituzionale di aprile. Il Ministero della Salute all’epoca annunciò la necessità di regolamentare la materia attraverso l’emanazione di linee guida che non sono ancora giunte. Intanto però le prime gravidanze ottenute con la donazione di gameti esterni alla coppia sono state annunciate. In attesa del regolamento ministeriale (in dirittura d’arrivo) il ministro Beatrice Lorenzin ha anticipato nel corso dell'audizione in commissione Affari Sociali della Camera le posizioni del governo.«C'è la massima volontà di fare del nostro meglio in modo che le coppie che scelgono la fecondazione eterologa lo possano fare in serenità e in un clima di normale gestione di un tema delicato» ha esordito confermando che «i centri pubblici di Pma chiedono di essere messi al pari dei privati e per questo la fecondazione eterologa sarà inserita nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)». Di conseguenza sarà necessario «vincolare una quota di Fondo sanitario nazionale per l'accesso» a questa tecnica nei centri pubblici. Un decreto ad hoc verrà presentato «in uno dei prossimi consigli dei ministri prima della pausa estiva». Il limite massimo di età delle donatrici donne sarà di 20-35 anni e per gli uomini 18-40 anni «per la differenza di sviluppo degli organi sessuali nei diversi sessi». Inoltre «il numero massimo di figli per ogni donatore sarà 10 con una deroga per chi chiede un altro figlio dallo stesso donatore». Nel decreto legge che disciplinerà la fecondazione eterologa «non sarà esclusa la doppia eterologa»: cioè, nel caso di coppie con entrambi i partner sterili, la donazione sia del gamete maschile sia di quello femminile. Prevista anche l’istituzione di un registro nazionale dei donatori e un rimborso economico simile a quello che si riceve quando si dona il midollo osseo (la donazione dei gameti deve essere volontaria e gratuita) . Infine la questione della conoscenza della modalità del proprio concepimento, e, a determinate condizioni, del diritto a conoscere le proprie origini, su cui Lorenzin ha invitato al dibattito in Parlamento. «Il tema della tracciabilità donatore-nato e dell'accesso ai dati anagrafici del donatore da parte del figli deve essere oggetto di un'ampia discussione parlamentare e diventa indispensabile anche per il conteggio del numero massimo dei nati dallo stesso donatore, oltre che chiaramente per esigenze sanitarie, e cioè per garantire la sicurezza di risalire sempre a tutta la filiera originata da un singolo donatore, indipendentemente dal centro in cui ha donato».
Lorenzin: «Pure le coppie sterili faranno figli»
L’ok alla eterologa doppia. I costi dell’intervento coperti dal servizio sanitario nazionale
