Politica

Asilo politico, record di richieste a Roma

Sono 3.500 dall’inizio dell’anno, 550 in sole due settimane. Nel bienno 2011-2012 furono 1.200

Oltre 3.500 richieste di asilo formalizzate all’ufficio Immigrazione della Questura di Roma da gennaio a oggi, 550 solo nelle ultime due settimane nel quadro dell’operazione Mare Nostrum, cioè il triplo rispetto alle 1.200 lavorate durate l’intera emergenza Nord Africa, nel biennio 2011-2012. Le conseguenze dell’invasione allora si registrano anche sul territorio, dove monta la mobilitazione: «Abbiamo raccolto più di 500 firme - spiega Simone Montagna, che con altri residenti chiede la chiusura di uno dei centri di accoglienza che accolgono più immigrati a nord di Roma - si parla dell’arrivo di più di 300 persone ma nessuno ci dà risposte». Roma, che già ospita circa 6mila persone tra rifugiati, migranti e richiedenti asilo, si è proposta per il prossimo triennio nell’ambito del bando Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo) come comune capofila dell’accoglienza, 2.581 arrivi contro i 250 stabiliti dal decreto del ministero dell’Interno in proporzione al numero di residenti: costo 35 milioni di euro all’anno fino al 2016, finanziati tra Governo e Europa. A breve, in queste settimane, si aggiungeranno poi i 940 profughi dell’altro circuito di accoglienza, gestito dalla Prefettura, che ha calcolato un costo complessivo di circa 10 milioni di euro. I problemi così diventano due. Da un lato, il Comune non ha soldi per affrontare l’emergenza, proprio il sindaco Marino pochi giorni fa ha chiesto che «il 10% dei 400 milioni di euro a disposizione a livello nazionale sia destinato a Roma visto che ospita il 10% dell’immigrazione complessiva». Dall’altro, i centri di accoglienza compresi quelli "prenotati" per il bando Sprar sono già occupati per l’80%, dunque si scarica sulla provincia: «Si prevede l’arrivo di 940 persone su tutto il territorio regionale e in un tempo diluito», ha tentato di rassicurare l’assessore al Sociale Cutini. Minisindaci e residenti, tagliati fuori da tutto, protestano. Dopo che Marco Scipioni, presidente del VI municipio nella zona est di Roma, si è appellato al sindaco e al prefetto «per bloccare immediatamente le sistemazioni in questo quadrante che già ospita il 60% di tutti gli immigrati della Capitale», i cittadini si mobilitano anche a nord, chiedendo la chiusura del centro Enea in via di Boccea: «Abbiamo continuato la raccolta firme e allestito un gazebo per tenere monitorata la situazione - continua Montagna del comitato Fenix13 in piazza anche ieri pomeriggio - non vogliamo essere accusati di razzismo, ci siamo informati, abbiamo partecipato alla commissione Trasparenza e chiesto chiarimenti al Municipio, nessuno però ci risponde su costi di tutta questa operazione, tutele sanitarie e sicurezza».

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