Onorevole Galeazzo Bignami (FdI), il voto a Reggio Calabria su gran parte dei media veniva presentato come l’Ohio italiano, dove Vannacci avrebbe messo in difficoltà il centrodestra. Non è andata così, eppure oggi non ne se parla quasi più. Come se lo spiega?
«Sul voto a Reggio Calabria, a sinistra abbiamo assistito alle profezie autoavveranti che poi non si sono avverate».
Che messaggio ne ricava?
«Il centrodestra ha vinto, anche facilmente. Il messaggio che esce è che in una città che fino a qualche anno fa era governata dal Pd, la sinistra è sparita. Perché le rimozioni che vengono fatte da una certa stampa sono due: una è il flop di Vannacci, l’altra è la debacle della sinistra. Così loro con una notizia nascosta in realtà ne celano due».
Futuro Nazionale però rivendica di essere arrivata a quasi l’11% e in proiezione di essere determinante alle politiche...
«Se Vannacci può dire, sulla base dell’11% in Calabria, di essere all’11% a livello nazionale, allora il centrodestra che ha preso il 52% in Calabria può dire che è al 52% a livello nazionale. soprattutto che la sinistra è al 36%. Se è trasportabile uno, sono trasportabili tutti. Non può passare il ragionamento di certa stampa per cui è trasportabile solo ciò che è negativo e non ciò che è positivo».
È da escludere categoricamente ormai che Fn possa entrare nel centrodestra?
«La coalizione di centrodestra è questa dal 1994 e non cambia».
Si entra nei giorni decisivi della legge elettorale alla Camera. Domani si votano le pregiudiziali di costituzionalità. L’altra volta a Montecitorio andaste sotto sulle preferenze. Teme un esito simile?
«No, perché questa volta c’è ancor più evidenza che si tratta di una legge giusta. Dà stabilità all’Italia, con il voto consente agli italiani di scegliere il partito, la coalizione, il programma, il leader e anche i propri parlamentari».
Il premio di maggioranza è fissato al 42%. Se nessuna delle due coalizioni dovesse raggiungerlo c’è il rischio poi di non trovare una maggioranza in parlamento. È uno scenario possibile?
«Credo che il centrodestra vincerà e lo supererà. Adesso si fanno tante chiacchiere, ma al momento del voto le cose saranno molto più chiare e semplici. Da una parte ci sarà Giorgia Meloni, dall’altra parte Elly Schlein».
Giuseppe Conte non sarebbe molto d’accordo...
«Io penso che ci sarà Schlein. Poi se con Schlein ci sarà anche Conte non lo so».
Torniamo alla legge elettorale. State chiedendo ai vostri deputati di essere tutti presenti in Aula e di non perdere nessuna votazione?
«La presenza in Aula quando si vota deve esserci sempre».
E se ci dovesse essere un voto contrario cosa accadrà?
«Mi sembra che Giorgia Meloni sia stata chiara. Se il provvedimento non passa si va a casa. La fiducia è stata messa per questo motivo».
Ci saranno dei voti, come quello sulle pregiudiziali di costituzionalità, dove la fiducia non può essere messa.
«Certo, ma il ragionamento non cambia. Quello sulle pregiudiziali di domani è un voto importante tanto quanto quello di fiducia. Qualcuno potrebbe pensare che non sia così, masi sbaglia. Se la legge si ferma sulle pregiudiziali le conseguenze sarebbero le stesse. Si va a casa».
È comunque possibile anticipare il voto e andare alle urne in primavera?
«Credo proprio che si voterà alla scadenza naturale della legislatura».
Dopo l’Eni, altre compagnie hanno messo un tetto al prezzo della benzina. Ci potrà essere un effetto domino?
«Il governo ha fatto un appello che è stato raccolto. Per oralo hanno fatto Eni, Ip e Q8. Chi vuole può fare lo stesso».
Oggi in Commissione Covid, di cui lei fa parte, è stato sentito il generale Figliuolo. Lagiudica un’audizione utile?
«È interessante la risposta che ha fornito alla collega Buonguerrieri sulla validità del vaccino. Non perché lui fosse un esperto scientifico, ma perché ha fatto capire che, con il senno dipoi, alcuni fatti che allora ci venivano presentati come certezze in realtà non lo sono più».
Conte la volta scorsa ha respinto le accuse che gli sono state rivolte, come ha giudicato quelle risposte?
«Non ha respinto nulla, per il semplice motivo che ha risposto solo per pochi minuti. Il tempo a nostra disposizione per le domande era brevissimo, perché lui ha usato il modello di Massimo Lopez, “una telefonata ti allunga la vita”. Ha parlato ininterrottamente per ore arrivando al termine della seduta quando non c’era più tempo per altro. Ma tornerà per rispondere».
Cosa gli chiederà ?
«Non posso anticiparle le domande».
Il Pd vi chiede di modificare il ddl antisemitismo, lo farete?
«Loro chiedono di cambiare la definizione di antisemitismo dell’IHRA. Ma è la stessa che Schlein votò al parlamento europeo. Ora invece proprio lei ci chiede di votare in maniera diversa. Sostengono che non sarebbero permesse critiche allo Stato di Israele, ma è pretestuoso. Sanno bene che non c’entra nulla. Lanciano la palla in tribuna. È il metodo a cui il campo largo ricorre sempre».
