«Nessun mediatore per gli acquisti, sono un ragazzo di campagna e non frequento segreterie». Nella sua audizione a Palazzo San Macuto il Generale Francesco Paolo Figliuolo, ex Commissario Straordinario per il Covid, non ha mai parlato della gestione del suo predecessore Domenico Arcuri. Però è chiaro che quando sottolinea il cambio di passo si riferisce al modus operandi rispetto a chi c’era prima di lui.
Figliuolo viene nominato il 1° marzo 2021, la sua priorità è quella di controllare la situazione perché «avere magazzini pieni di materiale inutilizzabile costituisce un costo». E non sono spiccioli. Il neo commissario, infatti, si ritrova con 253 mila metri cubi di materiale stoccato in 28 magazzini Sda express. Il prezzo? Sono 2,70 euro per metro cubo al giorno. Il Generale ritratta il prezzo portandolo a 0,80 euro a metro cubo al giorno, con un risparmio netto di circa 20 milioni di euro al mese; con decorrenza dal 1° marzo 2021.
Ricontratta anche il prezzo delle forniture di gel disinfettante, delle siringhe e degli aghi indispensabili per somministrare i vaccini. Il combinato della riduzione dei prezzi e delle quantità produce un risparmio di 4,2 milioni di euro. Non solo. Dopo aver vagliato una serie di opzioni alternative decide, sempre nell’ottica della razionalizzazione degli stoccaggi, di far distruggere 218 milioni di mascherine inutilizzabili. «Potevano avere un costo di giacenza dai 300 ai 700-800mila euro al mese. Sembra una gestione banale quella dei magazzini, ma hanno dei costi occulti» ha sottolineato.
Anche perché il numero di mascherine stoccate «era rilevante» come ha ricordato Figliuolo. Mascherine cinesi. Il Generale ha parlato anche dei costi sostenuti per portare in Italia le mascherine già acquistate che si trovavano «in giacenza nei depositi in Cina». Non c’è dubbio che la fase pandemica affrontata da Figliuolo presentava delle caratteristiche diverse da quella con cui si trovò a fare i conti Arcuri. In realtà però delle analogie ci sono. Un esempio: alla fine del 2021, inizio del 2022 si registra un aumento della trasmissibilità causata dalla variante Omicron. D’un tratto si rendono necessarie 60 milioni di mascherine FFP2 e, come accadde per le chirurgiche a inizio pandemia, molti Paesi europei si gettano a capofitto nel mercato per fare scorte.
Federconsumatori, il 28 dicembre 2021 ,indicava un prezzo medio sul mercato italiano compreso tra 0,80 e 1,50 euro a FFP2, segnalando però casi eccezionali da 2,50-3 euro. Figliuolo, tramite la piattaforma acquisti in rete della Pa di Consip, riesce a comprare 90 milioni di pezzi per un costo complessivo da 11,4milioni di euro; quindi a circa 0,12 euro al pezzo.
Capitolo «Primule». Il progetto che prevedeva la costruzione di 21 padiglioni, con l’obiettivo di costruirne 1200, per le vaccinazioni. Costo previsto? Circa 400 mila euro l’uno, per un totale di 492 milioni di euro.«L’Italia aveva strutture e capacità, andavano solo messe a sistema» ha sottolineato Figliuolo e così viene annullatala gara e al posto delle primule si punta sulla rete territoriale.
Monitoraggio dei fabbisogni, controllo del materiale stoccato e di quello da acquistare e una filiera coordinata a livello nazionale e regionale. La riprova che, anche in emergenza, si poteva gestire la struttura commissariale evitando possibili sprechi.
