Politica

Due o tre cose sul Consiglio di Sanità

del professor Francesco Romeo

Onorevole Ministro, ho letto, senza sorpresa, le nuove nomine da Lei fatte nel Consiglio Superiore di Sanità. Il mio sentimento è stato quello di un grazie sincero per avermi ridato, non rinominandomi, più tempo da dedicare all’attività di professore universitario, di cardiologo che si prende cura dei suoi pazienti e di rappresentante della Cardiologia Italiana in Europa e nel mondo, ieri come Presidente della Federazione Italiana di Cardiologia, oggi come Presidente eletto della Società Italiana di Cardiologia e come membro del Board della Società Europea di Cardiologia Devo però esprimerle anche la mia delusione per due errori, che Lei ha fatto nei miei confronti e che non posso assolutamente accettare perché ingiustificati. Il primo è stato quello di nominarmi - appena un anno fa - evidentemente non per il mio curriculum vitae, ma per qualche riferita appartenenza a lobby o baronie. Il secondo è stato quello di non rinominarmi, evidentemente, seguendo la stessa logica. Sono deluso ed offeso come persona che ha speso una vita nel rispetto di tutti, ma nel riuscito intento di non appartenere a nessuna lobby, a nessun gruppo, a nessun campanile, legando i numerosi miei successi accademici e professionali ad un costante ed intenso lavoro, che ha portato il Corpo docente dell'Università di Tor Vergata - a cui mi onoro di appartenere - alla chiamata, ormai circa quindici anni fa, a dirigere la Cattedra di Cardiologia e la Scuola di Specializzazione. La mia delusione, ovviamente, non riguarda la mia persona, ma il metodo; e, comunque, sarebbe stata mitigata da una eventuale scelta di una cardiologa donna, che - magari pur non coprendo tutto l'orizzonte culturale cardiologico che notoriamente mi appartiene - avrebbe soddisfatto la crescente sensibilità, da me condivisa, su una maggiore presenza delle donne in organi decisionali. Consiglio, inoltre, una maggiore attenzione nell'attribuzione del titolo di Professore, che nell'ordinamento giuridico italiano è espressamente e rigorosamente disciplinata.Onorevole Ministro, queste mie amare riflessioni le ho fatte anni fa dal podio più alto della Cardiologia Italiana ad altri suoi colleghi, che allora mi promisero che la politica avrebbe fatto un passo indietro, un cambio di stile nella scelta delle professionalità mediche, a cui affidare responsabilità tecniche. Resto ancora in fiduciosa attesa che questo si avveri. Con molti ossequi.

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