Politica

Il re delle discariche querela Marino

Cerroni: «Il sindaco di Roma continua a diffamare me e le mie aziende. Ho salvato la città ma per lui Malagrotta è la buca più grande d’Europa»

Troppo fango, il patron di Malagrotta anticipa una denuncia-querela contro Ignazio Marino che, secondo l’imprenditore, «persevera nella distorta e diffamatoria campagna stampa nei confronti della mia persona e delle aziende che rappresento: mi vedo costretto a dare incarico ai miei legali affinché tutelino il mio onore e la mia reputazione a cui tengo più di ogni altra cosa al mondo». Il monopolista, la buca più grande d’Europa, l’insistenza sui fatti di cronaca giudiziaria, Manlio Cerroni dice di aver sopportato fino «all’ultima goccia», cioè il confronto televisivo su La7 tra il sindaco di Roma e quello di Firenze Dario Nardella: «Lei è tornato a parlare della chiusura della 'buca' di Malagrotta da lei voluta fortemente come il massimo vanto della giunta Marino - ricostruisce Cerroni - Non so più come dirglielo, al punto che dopo aver disatteso l'ennesimo invito a visitare Malagrotta mi vedo costretto ad allegarle un dvd dal titolo "da Roma la via del Full Circle" dove è riportato che Malagrotta con il servizio di discarica ha servito Roma per più di 30 anni e parallelamente ha realizzato con ingenti investimenti privati la città delle industrie ambientali dove ci sono impianti industriali operativi e produttivi che vanno dal fotovoltaico all’eolico». Lo scontro era già frontale, ma non dichiarato. Cerroni, convinto di aver «salvato Roma», assicurando pure all’amministrazione risparmi per milioni di euro, si aspetterebbe un grazie. Marino, probabilmente confortato anche dall’inchiesta giudiziaria che ha travolto l’imprenditore, al contrario, rivendica di aver «spezzato un monopolio». Si gioca sul filo, essendo entrambe le parti consapevoli del fatto che, dicono i numeri, al momento nessuna può fare a meno dell’altra. Il Colari di Cerroni, che continua a trattare più della metà dei rifiuti romani, due settimane fa ha incassato un’importante pronuncia del Tar, che ha annullato le interdittive antimafia del prefetto Pecoraro e restituito gli impianti al gruppo, archiviando per ora la requisizione su cui invece puntava il Comune per affrancarsi. Allora Marino e il suo assessore all’Ambiente cercano soluzioni alternative, un nuovo privato cui affidare il servizio (come Fabio Altissimi della Rida Ambiente ad Aprilia, grande accusatore di Cerroni), nuovi impianti mobili da piazzare nello stabilimento Ama a Rocca Cencia (uno già arrivato), le indiscrezioni parlano anche di una super-offerta di Ama, che sarebbe disposta ad acquistare i tmb (trattamento meccanico biologico) senza però che nel pacchetto venga incluso il gassificatore. A conti fatti, comunque, nessuna di queste soluzioni garantirebbe a Roma l’autosufficienza nel breve termine. Cerroni lo sa e tiene il punto con Marino: «Ho letto - scrive nella sua lettera in cui chiarisce che metterà tutto in mano agli avvocati - dell’incontro in Campidoglio con il sindaco di New York dove, tra l'altro, si è parlato di rifiuti ricordando che la Grande Mela 14 anni fa ha chiuso una discarica aperta nel 1947 grande quattro volte Malagrotta, dimenticando di dire che la discarica storica situata a Staten Island chiamata "Fresh Kills" è stata chiusa per esaurimento di volumetrie e mancanza di spazio per l'ampliamento ed è stata una disgrazia per New York, che ha visto raddoppiare i costi. Oggi, la maggior parte dei rifiuti urbani residuali di New York vanno in una grande discarica in Pennsylvania, a circa 120 km dalla città». In questo quadro si inserisce anche il ping-pong tra Cerroni e Ama, che accusa il Colari di non mandare a regime gli impianti contribuendo così all’emergenza rifiuti in strada: «Ricevono solo parzialmente il sabato e per nulla la domenica - ha scritto il presidente di Ama, Daniele Fortini, al direttore tecnico del Colari, Mauro Zagaroli - Affermo nuovamente che si possono prevedere in tutti i fine settimana turni di ricevimento dedicati ai soli rifiuti prodotti a Roma come peraltro già previsto e autorizzato anche nei due tmb di nostra proprietà». Versione smentita dal Colari: «Le sue dichiarazioni sono lesive non solo per il consorzio Colari ma per le nostre maestranze - ha spiegato Zagaroli - Nel primo semestre 2014 gli impianti tmb di Ama hanno trattato 211.050 tonnellate di rifiuti, mentre i tmb del Colari hanno trattato 220.923 tonnellate, inclusi i rifiuti dei comuni e degli aeroporti di Ciampino e Fiumicino e della Città del Vaticano, a tali quantità si aggiungono le 150.483 tonnellate di rifiuti della sola nostra città, trattate nel nostro impianto di Rocca Cencia».

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