Ricordate l’estate ai tempi della Prima Repubblica? A fine luglio le grandi città si svuotavano, tutti in vacanza. Le ferie duravano un mese tondo tondo, praticamente tutto agosto. Trovare aperto un panettiere, un alimentari, un idraulico, un meccanico, un benzinaio era un’impresa. E la politica? Si adeguava. Parlamento chiuso, attività legislativa ferma. Veniva varato un governo che aveva il compito di gestire gli affari correnti, approvare la legge di bilancio e arrivare a settembre, quando il quadro politico si assestava, l’esecutivo cadeva e si formava un nuovo governo che sarebbe andato avanti per altri dieci mesi, fino al prossimo balneare. Il primo fu guidato nel 1963 da Giovanni Leone. E oggi? Sembra tutto diverso. Dalla metà degli Anni Novanta le città non chiudono più per ferie, le vacanze sono diventate più corte: una, massimo due settimane per la maggior parte degli italiani. Benessere, consumi, spensieratezza dovuta alla crescita economica sono diventati un lontano ricordo. Gli italiani hanno cominciato a fare i conti con termini nuovi: crisi, recessione, stabilità, revisione di spesa. E, anche stavolta, la politica si è adeguata. O meglio, si è dovuta adeguare: troppe le urgenze del Paese per pensare di andare in vacanza un mese e rinviare a settembre i problemi. E qualche cittadino sarà anche contento: in fin dei conti un parlamentare percepisce quasi 13mila euro al mese tra indennità, diaria e spese inerenti al rapporto eletto-elettore per lavorare circa 144 giorni l’anno: 3 a settimana, agosto escluso. Ma quest’anno forse sarà diverso. 2011 - GOVERNO BERLUSCONI Tra luglio e agosto 2011 a Palazzo Chigi c’è Berlusconi. Nessuno ancora lo sa, ma di lì a pochi mesi - il 16 novembre - l’ultimo esecutivo di centrodestra sarebbe caduto fiaccato sì dalla crisi economica, ma soprattutto dalla spallata di Angela Merkel e della Troika europea, con un’aggressione al debito sovrano italiano - ma anche a quello greco e spagnolo - che in pochi mesi ha portato lo spread tra Btp e Bund a superare i 750 punti. Un’estate drammatica. Allarme generale, lo spettro del default. In quell’estate 2011 gli italiani fecero confidenza con due termini nuovi: spread, appunto, e spending review, cioè la revisione della spesa pubblica. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ci lavorò tutta l’estate e la varò alla vigilia di Ferragosto per contenere un debito pubblico che arrivava ormai a 1.900 miliardi di euro. 2012 - GOVERNO MONTI Berlusconi si dimette in autunno, il presidente Napolitano vara il primo governo tecnico del suo settennato in scadenza. A Palazzo Chigi arriva il professor Mario Monti, sostenuto da una coalizione di larghe intese che va dal Pd al Pdl. In estate la situazione è ancora drammatica per l’economia. È ancora la spending review a tenere banco. Il premier si affida a Enrico Bondi che il 5 luglio vara un piano da lacrime e sangue, un decreto convertito in legge il 7 agosto. La legge passa alla Camera con la trentaquattresima fiducia chiesta dal governo Monti e viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale il giorno dell’Assunzione della Vergine Maria: Ferragosto, in pieno clima vacanziero. Un provvedimento preceduto il 15 giungo dal Decreto Sviluppo con la sua Agenda per la crescita - che sarebbe diventata di lì a poco, l’Agenda Monti con la quale il Professore si sarebbe presentato alle elezioni con Scelta Civica - e seguito dal riordino delle professioni varato il 14 settembre. 2013 - GOVERNO LETTA Scelta Civica alle politiche del febbraio 2013 prende meno del 10%, Bersani non smacchia il giaguaro. Il centrosinistra vince ma al Senato non ha i numeri. Il MoVimento 5 Stelle è primo partito ma resta nel congelatore. Ancora larghissime intese. Napolitano affida l’incarico a Enrico Letta sostenuto da Pd, Sc e Pdl. Estate caldissima e lunga. La Cassazione condanna in via definitiva Silvio Berlusconi per il processo Mediaset, il governo - già fiaccato dai casi Idem e Shalabayeva - traballa, il Cav minaccia di uscire dall’esecutivo - cosa che avverrà pochi mesi dopo - se non si farà la riforma della giustizia. Il 2 agosto manifestazione campale sotto Palazzo Grazioli, con Berlusconi che ruggisce. Il sessantaduesimo governo della Repubblica fa quel che può: decreto sui pagamenti della Pa, comitato bicamerale per le riforme costituzionali, riordino delle Province dopo la bocciatura della Consulta di un analogo provvedimento del governo Monti, decreto Fare che il 10 agosto passa alla Camera con la fiducia, taglio delle auto blu (12 agosto), decreto contro il femminicidio (14 agosto). 2014 - GOVERNO RENZI Le primarie Pd fanno saltare il banco: segretario diventa Renzi che sfratta Letta da Palazzo Chigi. Alle europee i Dem prendono il 40,8% e il premier forza i tempi. Tanti annunci, ma le scadenze slittano. In questi giorni tiene banco la riforma di Senato e Titolo V. Bagarre in Aula, Renzi tuona: «Ad agosto non va in vacanza nessuno, neanche i senatori». Ma sugli emendamenti cade la tagliola: il ddl costituzionale va discusso e votato al Senato entro l’8 agosto. Il leader della Lega Salvini ironizza: «Renzi avrà dato la caparra per l’ombrellone». Ma il presidente del Senato Grasso fuga ogni dubbio: «Io non ho vacanze. Sono a disposizione. Non ho biglietti pagati né viaggi prenotati. Ho una casa in Sicilia, se riesco ad andare bene, sennò le chiavi le ho io. Posso anche restare, ma da solo non posso fare niente». Senatori avvisati. Il nuovo corso della politica d’agosto.
Ad agosto tutti in Aula. L’estate calda del potere
Dal 2011 a oggi ferie sempre più corte. Ma le Camere lavorano solo 144 giorni Napolitano smentisce pressioni sui "senatori ribelli"
