Politica

Senato, scontro Renzi-Grillo. Grasso si difende: "Indignato dalle polemiche"

Dopo la tagliola scontro a colpi di tweet. Il leader 5 stelle: "E' un colpo di Stato". Il premier: "Si dice colpo di sole"

Il giorno dopo la ghigliottina, il contingentamento dei tempi in Senato per superare l'ostruzionismo pentastellato, si apre con un duro scontro Grillo-Renzi. Lo spettacolo è di quelli già visti tra i due leader che da mesi si rincorrono tra faccia a faccia (ricordiamo lo scontro al veleno avvenuto in streaming dopo l'insediamento del premier) e colpi di tweet. L'ex comico sul suo blog parla di colpo di Stato. Chiede le dimissioni di Napolitano e non si chiede, al contrario, se il ritardo eccessivo nella discussione parlamentare possa portare all'immobilità istituzionale. Immediata la replica del premier: "Riforme: dice Grillo che il nostro è un colpo di Stato. Caro Beppe: si dice sole. Riforme: dice Grillo che il nostro è un colpo di stato. Caro Beppe: si dice sole. Il tuo è un colpo di sole! #noalibi #sidicesole — Matteo Renzi (@matteorenzi) 25 Luglio 2014 Grillo in un post aveva paragonato l'attuale governo al regime fascista. "Mussolini ebbe più pudore, non lo chiamò "riforme". Il regista di questo scempio è Napolitano che dovrebbe almeno per pudore istituzionale dimettersi subito e con il quale le forze democratiche non dovrebbero avere più alcun rapporto. La via d’uscita da questa situazione è rappresentata da nuove elezioni, la legge c’è. È quella emendata dalla Corte Costituzionale, con le preferenze e senza un abnorme premio di maggioranza". Per concludere, Grillo annuncia che: "Il M5S non terrà d’ora in poi alcun contatto con un uomo che ha abdicato al suo ruolo di garante della Costituzione". Sul blog dei grillini c'è spazio anche per altre accuse contro Renzi. "Ora è tutto chiaro, l'accordo Renzie-Berlusconi" è sulla giustizia, si legge in un altro post a firma di Enrico Cappelletti, Maurizio Buccarella e Mario Michele Giarrusso. Renzi, accusano i grillini, "ha un patto con Forza Italia, partito fondato da un condannato per mafia". In precedenza erano arrivati altri due tweet del presidente del Consiglio: prima annuncia un referendum sulle riforme, come peraltro aveva già anticipato ieri il ministro Maria Elena Boschi, e poi sferza le opposizioni: "Riforme: dopo 4 voti in Parlamento, faremo un referendum. Perchè le opposizioni urlano? Di cosa hanno paura? Del voto degli italiani? #noalibi". In un altro tweet aveva attaccato le opposizioni sul tema del tetto alle retribuzioni dei dipendenti di Camera e Senato fissato ieri. "Non mi stupiscono privilegiati che contestano la norma sul tetto dei 240mila. Mi stupiscono le opposizioni che si schierano con loro #madovevivono" scrive Renzi, replicando a chi, come il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio del M5s, aveva appoggiato la protesta dei dipendenti che hanno contestato il taglio. Non mi stupiscono privilegiati che contestano norma su tetto 240mil€. Mi stupiscono le opposizioni che si schierano con loro #madovevivono — Matteo Renzi (@matteorenzi) 25 Luglio 2014 L'autodifesa di Grasso. La seconda carica dello Stato si mostra indignata per le accuse piovute dai 5 stelle. Si difende: "A proposito di tempi, ostruzionismo e contingentamento, voglio dire che lo spettacolo offerto dal duro scontro politico di questi giorni mi ha molto addolorato e, in alcuni momenti, indignato. Non è questa l'immagine che la politica, e questa istituzione in particolare, deve dare al Paese. Come presidente ho ben chiaro il mio ruolo di garante sia della maggioranza che delle opposizioni, e continuerò ad operare in tale senso. So bene, per esperienza, che il ruolo del giudice imparziale è tra i più esposti a critiche ma questo non ha mai intaccato la mia terzietà prima e non lo farà neanche ora". Poi parla della scelta di accordare il voto segreto per alcuni emendamenti al ddl riforme. "Il regolamento non lascia alcun margine di interpretazione. Respingo con forza qualsiasi illazione o sospetto su questa decisione" spiega Grasso nel corso della cerimonia del Ventaglio, difendendo la sua terzietà, che non è intaccata nonostante "il ruolo del giudice imparziale sia tra i più esposti a critiche". Al termine della cerimonia Grasso ha detto di avere proposto "di prevedere nei regolamenti del Senato sui vitalizi e le pensioni dei senatori la cessazione di qualsiasi erogazione nei confronti degli ex senatori condannati in via definitiva per fatti di mafia, di corruzione e per altri reati gravi".

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