Politica

Marino vara la stangata sulla casa

Approvata la delibera sulla Tasi. L’aliquota sulla prima abitazione al 2,5 per mille. Sugli altri immobili all’11,4 LEGGI ANCHE Le lettere a Marino: "Caro sindaco toglimi la multa"

La stangata sulla casa è servita. Per i romani proprietari di immobili si preannuncia un ritorno dalle ferie difficile. L’appuntamento con il pagamento della nuova imposta, fissata per il 16 ottobre, sarà amaro. L’assemblea capitolina ha dato il via libera alla delibera propedeutica riguardante la Tasi. L’onere è pesante sia per chi ha una sola casa di proprietà sia per chi possiede altri immobili. Il provvedimento fissa l'aliquota al 2,5 per mille per le prime case, mentre per le seconde case l'aliquota raggiunge l'11,4 per mille. In sostanza il Comune di Roma ha deciso di utilizzare totalmente la maggiorazione dell’aliquota dello 0,8 per mille stabilito come aumento massimo dell'aliquota base che i comuni possono applicare, previsto nel Salva Roma Ter. La nuova tassa dovrebbe far entrare nelle casse del Campidoglio, rispetto all'aliquota sulla prima casa, circa 85 milioni di euro. Veniamo alle esenzioni. Queste interessano le seconde case date in comodato d'uso gratuito ai figli ma con Isee inferiore ai 15 mila euro. Per la prima casa l’esenzione è pari a 110 euro ma vale solo per gli immobili con rendita catastale fino a 450 euro mentre uno sconto di 60 euro è previsto per le abitazioni con rendita tra 450 e 650 euro. L’esenzione riguarda solo una minoranza di immobili giacchè nella Capitale la maggioranza delle abitazioni si colloca sopra i 700-800 euro di valore catastale. È vero che l’aliquota sulla prima casa è inferiore a quella della vecchia Imu ma è anche vero che in passato c’era una detrazione in cifra fissa pari a 200 euro a cui si aggiungeva un ulteriore sconto di 50 euro a figlio. C’è il rischio quindi che a fronte di queste nuove detrazioni applicate a valori catastali molto bassi, la maggior parte dei proprietari siano costretti a pagare l’imposta interamente. La Tasi quindi potrebbe davvero risultare superiore alla vecchia Imu. Inoltre l’applicazione della maggiorazione dello 0,8 per mille dovrebbe essere effettuata a fronte di detrazioni di eguali misura. È quanto prevede la legge di Stabilità 2014. Nel testo si dice che «per il 2014, l'aliquota massima non può eccedere il 2,5 per mille. Per lo stesso anno 2014, nella determinazione delle aliquote Tasi possono essere superati i limiti stabiliti nel primo e nel secondo periodo, per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille a condizione che siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità immobiliari ad esse equiparate, le detrazioni d'imposta o altre misure, tali da generare effetti sul carico di imposta Tasi equivalenti o inferiori a quelli determinatisi con riferimento all'Imu relativamente alla stessa tipologia di immobili». Bisognerà valutare se il gettito ricavato dall’applicazione della maggiorazione dell’aliquota andrà a coprire interamente le esenzioni. In caso contrario ci sarà davvero una stangata. Il presidente della Commissione Finanze della Camera aveva proposto di rendere obbligare i Comuni a dimostrare che era stata applicata l’equivalenza tra la maggiore aliquota e le esenzioni. La proposta venne bocciata e contro il parlamentare si scatenarono i Comuni che difendevano la loro buona fede. Ora ci sarà la verifica.

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