Politica

Avanti un altro, ora tocca a Cesaro

Ennesimo ordine di arresto per un deputato napoletano di Forza Italia. Concorso esterno con la camorra l’accusa. Lui: rinuncio all’immunità IL RITRATTO DI Giggino 'a purpetta

L’indagine è nata nel novembre 2008 e, secondo il pm, ha dimostrato l’esistenza di una «collaudata e duratura connivenza», scrive in una nota il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, «tra i vertici del clan dei Casalesi, in particolare Raffaele Bidognetti, figlio del boss Francesco, con esponenti dell’amministrazione comunale di Lusciano e imprenditori, che ha fatto sì che questi si aggiudicassero gare di appalto con procedure truccate». Un’indagine nata dalle dichiarazioni dell’ex reggente del clan, ora pentito, Luigi Guida, che tra il 2000 e il 2005 ha tessuto rapporti con esponenti dell’imprenditoria e della politica del Casertano tra Castelvolturno, Villa Literno, Lusciano, Parete e Casal di Principe. Dichiarazioni, sottolinea l’aggiunto, che hanno già avuto riscontro nel processo scaturito dall’indagine Normandia, che ha portato alla condanna anche in appello per concorso esterno in associazione camorristica dell’ex consigliere regionale campano Nicola Ferraro. Ma ci sono anche intercettazioni telefoniche e ambientali, effettuate anche negli uffici della sede del comune di Lusciano. L’indagine è focalizzata sui lavori del Pip da realizzare a Lusciano, assegnati a ditte indicate dal clan grazie alla connivenza tra criminalità e apparato politico. Questa illecita agevolazione va alla «Cesaro costruzioni generali» di proprietà della famiglia di imprenditori di cui fa parte Luigi Cesaro. Destinatari del provvedimento cautelare sono anche due suoi fratelli. L’impresa, secondo i pm napoletani, ha ottenuto l’aggiudicazione della gara «violando in maniera evidente e consapevole le norme che regolano le procedure di controllo e aggiudicazione degli appalti». Il clan è intervenuto perché questo fosse lecito del bando persino disponendo la sostituzione del capo dell’ufficio tecnico del Comune. L’impresa dei fratelli Cesaro, dichiarata vincitrice della gara a giugno 2004, ha persino minacciato il Comune di procedere a rivalse di natura economica per farsi affidare l’area delle operazioni per iniziare i lavori.

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