La decisione del presidente del Senato Pietro Grasso sull'ammissibilità del voto segreto su alcune parti della riforma della Costituzione ha spiazzato la maggioranza al Senato, che nella Giunta del Regolamento si era espressa chiaramente a favore del voto palese. Lo stesso presidente del gruppo Pd, Luigi Zanda, non avrebbe nascosto la propria irritazione nei confronti della scelta di Grasso, ritenendo che il Regolamento non sia stato rispettato. La questione delle minoranze linguistiche, su cui è stato ammesso lo scrutinio segreto, viene valutata in realtà come uno schermo dietro al quale possono passare cambiamenti anche sostanziali della riforma. Il capogruppo, poi, non avrebbe apprezzato il fatto che Grasso non avrebbe affatto tenuto conto proprio del parere espresso dalla maggioranza nel corso della Giunta Sì al voto segreto dopo 900 richieste. Con oltre 900 le richieste di voto segreto sottoposte alla presidenza del Senato sul ddl riforme e dopo una lunga riunione della Giunta per il regolamento, il presidente Pietro Grasso ha annunciato in Aula che sarà ammesso lo scrutinio segreto solo per gli emendamenti che riguardano le funzioni delle Camere e le minoranze linguistiche. Grasso ha precisato che il voto segreto "non preclude" il ricorso al cosiddetto "canguro", ovvero lo strumento che rende possibile "la votazione delle parti comuni degli emendamenti con conseguente effetto preclusivo sugli emendamenti successivi in caso di reiezione". Renzi: "Non ci fermeranno". Anche il premier Matteo Renzi torna a minimizzare i problemi che si registrano al Senato, con le barricate innalzate da grillini e Sel - questi ultimi autori della maggior parte degli emendamenti presentati al testo del ddl - e con le fibrillazioni interne a Pd e FI. Il presidente del Consiglio, presente oggi all'inaugurazione dell'autostrada Brebemi, prima ironizza sulla lentezza dei lavori a palazzo Madama ("Quest'estate lavoreranno in tanti, dai senatori in poi..."), poi afferma deciso: "Non c'è ostacolo che possa fermarci. Possono rallentarci, ma non fermarci. Alla fine di questo percorso l'Italia sarà nelle condizioni di tornare a correre". E garantisce: "Qui non molla nessuno. Quando hai la forza di milioni di italiani che dicono "anche se non mi sei simpatico ti voto", quando sei a questo livello, non ci sarà nessun ostacolo in grado di fermarci". Insomma, Renzi non prevede grossi ostacoli sul cammino delle riforme: "Potranno rallentare" l'iter, "potranno fare in modo che si stia ad agosto a lavorare, e non è un male, potranno rallentare di qualche tempo. Ma non ci fermeranno", ribadisce il premier che derubrica a "scherzetti" le possibilita' che con il voto segreto i detrattori del ddl riforme possano ottenere qualche risultato: i "frenatori" delle riforme costituzionali potranno "fare qualche scherzetto sul voto segreto al Senato, ma andremo alla Camera e lo cambieremo". Intanto, i due relatori, Finocchiaro e Calderoli, tentano una mediazione su alcuni ritocchi, tra cui i referendum e l'elezione del Capo dello Stato. Pd polemico: "Un'ora e mezzo per un emendamento". "Faccio notare all'Aula, anche se forse tutti i colleghi lo hanno notato, che noi stiamo discutendo da un'ora e mezza e abbiamo votato un solo emendamento". E' quanto sottolinea il presidenre del gruppo Pd al Senato Zanda. "Se non ho avvertito male, il presidente Grasso aveva fatto cenno a poteri di coordinamento della Presidenza di cui non conosco bene l'estensione e quindi vorrei chiedere al Presidente se può informare me e l'aula in che cosa consistono o se dobbiamo procedere ancora con questo ritmo di lavori ancora per il tempo necessario. Perché discutere un'ora e mezza per votare un emendamento ad un provvedimento su cui gravano 8000 emendamenti mi sembra che ci stia indicando molto sul nostro futuro".
Riforme, sì al voto segreto. Grasso spiazza la maggioranza
Ammesso per gli emendamenti sulle funzioni delle Camere e le minoranze linguistiche. Il presidente del Senato: mai tante richieste. Il premier: non ci fermeranno
