Non è la prima, e non sarà l’ultima volta. Di nuovo ci imbattiamo in ciò che più fa imbestialire la gente comune stanca di caste e di sprechi: le spese pazze, incomprensibili, della politica italiana. L’unica cosa positiva è che se un tempo queste cose passavano sotto silenzio, nascoste, occultate, oggi almeno i numeri dello scandalo vengono impietosamente alla luce del sole. Questo è merito della società che cambia, di una sana rivolta civile, e perché no anche del presidente del Consiglio Matteo Renzi che più di altri che lo hanno preceduto ha avuto il coraggio concreto di puntare il dito contro gli sprechi. E che dire, dunque, dei dipendenti della Camera dei deputati che prendono stipendi più alti di quelli incassati da un Lord in Inghilterra? Stando a quel che pubblica oggi Il Tempo la bellezza di 700mila euro per un giorno di allestimento a Montecitorio rappresenta una cifra fuori dalla realtà, che non sta in piedi. E mai lo sarà. Facendo le dovute proporzioni, con una cifra infinitamente inferiore, ai bei tempi affittavo l’intero stadio Flaminio di Roma per organizzare concerti che hanno fatto la storia del Rock. Eravamo a cavallo tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta quando portavo in Italia rockstar internazionali come Genesis, Duran Duran, David Bowie, Michael Jackson e Pink Floyd. Erano happening epocali, da centinaia di migliaia di persone. Raffrontando le cifre odierne con l’affitto di una sala a Montecitorio si farebbero ovunque kermesse da mille e una notte. Nella vita ci vuole il giusto mezzo, in politica ancora non l’hanno capito.
Costano meno i Duran Duran
di David Zard, Produttore e impresario musicale