Politica

La Lega denuncia: «Niente tagli alla Camera»

«Nel 2013 la Camera è costata un miliardo e 54 milioni e i tagli iniziati nella scorsa legislatura purtroppo dall'anno prossimo subiranno una brusca frenata. Se la Camera ancora oggi organizza...

«Nel 2013 la Camera è costata un miliardo e 54 milioni e i tagli iniziati nella scorsa legislatura purtroppo dall'anno prossimo subiranno una brusca frenata. Se la Camera ancora oggi organizza mostre, concerti e convegni che costano dieci volte quello che costerebbero altrove, se per i soli servizi di facchinaggio e allestimento di aule e convegnistica spende 6milioni e 485mila euro all'anno, vuol dire che ancora non abbiamo imparato la lezione». È l’accusa lanciata ieri pomeriggio in aula alla Camera dal deputato leghista Davide Caparini, nel corso della discussione sul conto consuntivo di Montecitorio che i deputati devono approvare. Per Caparini il ramo del Parlamento è addirittura in contrasto con la legge: «Siamo al paradosso – ha spiegato – il bilancio della Camera è fuorilegge. A distanza di 5 anni dall'approvazione della legge sui bilanci analitici obbligatori per tutte le altre amministrazioni pubbliche, la Camera non si è ancora adeguata alla normativa da essa stessa votata. Così oggi non si sa nemmeno quanto costa una seduta d'aula, di commissione o quanto spendiamo per tenerla aperta quando non c'è attività legislativa». Secondo il deputato leghista il mancato allineamento al nuovo sistema contabile – standard in Europa – nasce dal fatto che «Montecitorio non è equiparabile alle altre pubbliche amministrazioni perché è un organo costituzionale e perché ha l'85 per cento delle spese obbligatorie», bollando poi le spiegazioni dell'amministrazione come «assurde». «In questo modo le spese inutili sfuggono al controllo», ha contestato il parlamentare leghista. Ma per Caparini «assurdi» sono anche «il mancato allineamento allo standard Consip, la centrale acquisti nazionale delle pubbliche amministrazioni, il pagamento di centinaia di licenze di software, surrogabili con programmi open source, l'utilizzo di carta, le spese per convegni e concerti, la pessima organizzazione dei lavori». Infine l’ultimo attacco riguarda gli affitti dei palazzi di Montecitorio che sono stati diminuiti: «Benissimo averli tagliati – ha attaccato ancora Caparini – ma senza una rendicontazione specifica i traslochi e l'adeguamento ad uffici degli spazi che erano occupati dalla Camera rischiano di diventare un altro spreco».

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