Matteo Renzi rilancia: «Domani (oggi, ndr) entriamo nella settimana decisiva, ci saranno gli interventi, la replica dei relatori e del governo, poi finalmente si vota», spiega il premier parlando in Angola. Sottolinea subito come le riforme istituzionali siano solo «l’inizio di un percorso di cambiamento profondo» per il Paese. Renzi denuncia che l’ostruzionismo sulle riforme equivale a mettere «un sasso sui binari» del treno Italia, ma il governo non permetterà un deragliamento. «Non credo che questo Paese sia nelle mani di chi vuole fare ostruzionismo», spiega il presidente del Consiglio nel corso di una conferenza stampa a Luanda. «Chi fa ostruzionismo - aggiunge -, mette un sasso sui binari. Noi con pazienza togliamo il sasso e facciamo ripartire il treno, perché quel treno è l’Italia. Noi con il sorriso con le labbra ma con una determinazione ferrea andiamo avanti». «L’importante è che le riforme vadano fino in fondo», continua Renzi. Quindi ricorre a un’altra metafora: «Le riforme sono come il Pin del telefonino, se non si sblocca la tastiera non si può più fare niente». Per il premier riforme e rilancio dell’economia vanno di pari passo. Tanto ciò è dimostrato che avverte subito dopo: «Nei mille giorni prevediamo un aumento di un punto di pil solo lavorando sull’export. Il viceministro Calenda dice addirittura due punti», aggiunge il premier nell’ambito di progetto che sosterrà nell’export 22mila aziende. E sulle crisi in Ucraina e Medio Oriente: «Stiamo seguendo con attenzione sia la situazione in Medio Oriente sia in Ucraina con alcuni contatti internazionali e ora farò alcune telefonate, la prima con il presidente Hollande, che ha avuto un colloquio telefonico con Putin. Il Consiglio europeo di martedì (Affari Esteri) deve dare risposte nette e chiare». Proprio ieri mattina, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, aveva avvertito dalle colonne della Stampa: «Speriamo di chiudere le votazioni sulla riforma del Senato qualche giorno prima del 10. Poi come governo credo faremo una settimana di pausa a Ferragosto». Sull’immunità, Boschi aveva detto che «toglierla lasciando solo l’insindacabilità sulle opinioni espresse dei senatori era la soluzione del testo base del governo. Poi abbiamo ritenuto fosse un argomento ragionevole la tesi secondo cui il Senato debba per forza avere lo stesso tipo di garanzie che hanno i deputati». Infine l’attacco ai Cinque Stelle: «Ogni giorno hanno una idea diversa. Hanno due linee opposte, ma noi non possiamo passare il tempo a mediare». E proprio i grillini rispondevano in giornata cercando di tornare in partita. Sul tavolo delle riforme lanciavano sei punti: «Torneremo al tavolo non appena avrete risposto ai nostri 6 punti. Fate presto. Le riforme, come voi dite da sempre, non possono più aspettare», si leggeva in un post sul blog di Beppe Grillo.
Renzi: «Chi ferma le riforme lancia sassi all’Italia»
Grillo lancia 6 nuovi punti per un accordo. Oggi la discussione in Aula
