Torna lo scontro dentro la Lega. Torna il duello Tosi-Salvini. Il segretario viene riconfermato al congresso federale del Carroccio appena conclusosi a Padova: resterà in sella sino alla fine del 2016. Ma dentro monta una Lega nuova e diversa, che punta dritto a scalare il centrodestra da di dentro, quella appunto del sindaco della vicina Verona. Quando Flavio Tosi sale sul palco sono subito scintille: viene accolto da qualche fischio. Contestazioni coperte però da applausi subito dopo, quando il segretario della Liga veneta ha chiarito di essere «sempre stato leale» sulla candidatura di Matteo Salvini alla segreteria federale. «La Lega, grazie a Matteo Salvini è tornata al 6%», riconosce Tosi, che aggiunge: «Ritengo però che debba tornare al 12% conquistando anche i voti di chi non ci ha votato». «Non bisogna essere soldatini e dire sempre "Ah" con la bocca aperta», sostiene rivendicando le divergenze di posizione sull’euro rispetto a Salvini. Quindi spiega la sua linea di aperta concorrenza con Forza Italia. Prima avverte che le prossime Politiche «saranno prima di quello che si pensi, perché Renzi ha promesso che avrebbe fatto le riforme in cento giorni, ma ora i giorni sono diventati mille». «Se andremo da soli è okay - insiste Tosi - ma se si decide di andare con il centrodestra non si vede perché la Lega debba sostenere candidati come Berlusconi, Santanché, Pascale. Tanto più che una parte del centrodestra fa in modo che si porti consenso a Renzi». «La battaglia delle lega è unitaria - prosegue - e bisogna farla facendo unità, va predicata e praticata perché la Lega oggi ha delle potenzialità gigantesche e un segretario federale che piace alla gente. La lotta vera è tra conservazione e chi vuole cambiare», conclude. A stretto giro arriva la risposta del segretario: «Non si fanno primarie con chi si iscrive all’Arcigay e l’obiettivo è rafforzare la Lega non andare su altre strade». Ma la via che intende percorrere non è quella di stare dentro il centrodestra e provare a prenderlo da dentro. Piuttosto Salvini vuole stare fuori e raccogliere i delusi di Forza Italia. Sfidando Berlusconi sul terreno più congeniale al Cavaliere, quello delle tase: «Oggi - dice il segretario - lanciamo una rivoluzione fiscale che in ottobre spero porti in piazza milioni di italiani: proporremo un’aliquota fiscale secca al 20% uguale per tutti, dal Nord al Sud, per ricchi e poveri». E spiega: «La nostra scommessa è quella di far pagare di meno a chi oggi paga troppo e di costringere a pagare chi oggi non lo fa». Si stacca da Berlusconi andando sul filo dell’anti-renzismo: «Renzi è pericoloso, questo è antidemocratico fino al midollo, nel nome della velocità e del risparmio sta facendo di tutto. Vogliono una marionetta sorridente che fa i selfie, manovrato da Berlino - conclude -. Per questo noi dobbiamo difendere con le unghie e con i denti il territorio». Lancia quindi un pesante sospetto: «Oggi il centrodestra non esiste, è una categoria dello spirito, così come non esiste il centrosinistra. Oggi esiste il "renzismo" che vuole radere al suolo» tutto ciò che è diverso e «ha i mezzi mediatici e giudiziari per farlo. Se sei accondiscente ti assolvono, non credo alle casualità», riferendosi all’appello sul caso Ruby. Poi diventa ancora più esplicito dicendosi "contento" per l’ex Cavaliere ma anche «estremamente preoccupato. Questa vicenda dimostra che - sostiene - se ti chiami Berlusconi e puoi pagarti gli avvocati passi da maniaco sessuale a libero», se invece non te lo puoi permettere «rimani maniaco sessuale». In ogni modo Salvini conferma il suo scetticismo rispetto all’assoluzione anche del figlio di Berlusconi, Pier Silvio, nell’ambito del processo Mediatrade. «In un mese - ha detto - due assoluzioni ad Arcore, non si sono mai viste». Infine ricorda gli obiettivi tutti sociali: «Partiamo dal tema del lavoro, alla riforma Fornero, abbiamo raccolto le firme per cancellarla. Dagli artigiani, dall’abolizione degli studi di settore che sono una vergogna».
E nella Lega litigano Salvini e Tosi
Il sindaco di Verona scalpita al congresso federale ma viene fischiato. Il riconfermato segretario apre al Meridione e annuncia la rivolta fiscale
