Silvio Berlusconi è stato assolto con formula piena nel processo Ruby. Ma c’è chi continua a ritenerlo colpevole, pur considerando eccessivi i sette anni inflitti al Cavaliere in primo grado. Parliamo di Marco Travaglio, condirettore de Il Fatto Quotidiano e «antitesi totale» del leader di Forza Italia. Travaglio, un’assoluzione piena per Silvio Berlusconi. «Un’assoluzione decisa dalla legge Severino». Addirittura! «Lo sdoppiamento della norma sulla concussione fra concussione per costrizione e concussione per induzione ha prodotto l’assoluzione. Lo ha rivelato l’avvocato Coppi affermando che era impossibile derubricare il reato di concussione per costrizione in concussione per induzione». E dunque? «I giudici d’appello potevano condannare Berlusconi o per concussione per costrizione, come in primo grado, scelta obiettivamente difficile perché non ci sono state né minacce né violenze, oppure per concussione per induzione. Solo che, secondo la Cassazione, affinché si configuri l’induzione occorre un vantaggio per il concusso, in questo caso il funzionario della questura chiamato da Berlusconi. Un vantaggio che non c’è stato. Dunque i giudici, ritenendo che la costrizione non ci fosse e che l’induzione non poteva essere applicata mancando il vantaggio per il concusso, non potevano fare altro che assolvere l’imputato. Questa sentenza non si chiama Tranfa, dal nome del presidente della Corte d’appello, ma Severino. L’hanno scritta il Pd e il Pdl per salvare Penati e Berlusconi. Stappino pure lo champagne ma non ci vengano aparlare di persecuzione». A parte l’aspetto tecnico, certo lei non se lo aspettava. «No. Mi sarei aspettato al massimo una sostanziosa modifica del primo grado, perché erano evidenti i problemi creati dalla legge Severino. Fino al 2010 era pacifico che chi faceva una telefonata come quella di Berlusconi in questura, commetteva una concussione per induzione. Perché se telefoni a un funzionario a cui puoi rovinare la carriera, è chiaro che lo metti in soggezione». Colpevolista anche sulla prostituzione minorile? «Quello era un terno al lotto. C’erano due problemi. Il primo, se i giudici ritenessero provato l’atto sessuale con la minorenne e il pagamento. Se su quest’ultimo non c’erano dubbi, visto che Ruby da povera è diventata ricca, come provare l’atto sessuale? Non c’è la foto di Berlusconi che copula con la ragazza. Quanto alla consapevolezza di Berlusconi della minore età di Ruby, è tutto affidato al libero convincimento del giudice». Se la concussione è provata e se il funzionario della questura si è sentito intimidito dal premier, perché pochi giorni dopo Ruby, finita di nuovo in questura, viene spedita in comunità? «Se uno vuole fare delle congetture può anche dedurne che una volta presa Ruby la prima volta e consegnata alla Minetti, dopo averle detto "tai zitta e ti diamo un sacco di soldi", se ci ricasca con nuove risse e viene riportata in questura, a quel punto è già "formattata", ha già la bocca cucita. In fondo perché Berlusconi telefona in questura? Per liberarla a tutti i costi. Sa, infatti, che se Ruby resta lì una o due notti, si mette a cantare». Pensa che la pace politica fra Berlusconi e Renzi abbia prodotto un’assoluzione «fuori» dal tribunale? «No, lo escludo. Così come escludo che i giudici possano decidere di accanirsi contro Berlusconi perché parla male di loro o fa certe leggi, allo stesso modo escludo che possano assolverlo perché è diventato un agnellino con Renzi. Infatti Berlusconi è stato indagato e condannato in primo grado anche quando in Bicamerale faceva l’agnellino con D’Alema. Berlusconi è stato fortunato. Anche perché i fatti non erano da provare, occorreva solo dimostrare che fossero reati. È come nel caso di Meredith Kercher: non devi provare che l’hanno ammazzata, ma che l’hanno uccisa quei due». Il caso Ruby ha sputtanato Berlusconi sulla scena internazionale. «Si è sputtanato da solo portando vagonate di ragazze a casa sua. Il clamore internazionale del "bunga bunga" c’è stato prima del processo. Poi è chiaro che a livello mediatico il Cavaliere è stato colpito molto più dalle "cene eleganti" che dalla telefonata in questura o dalla frode fiscale». Non è il caso d’introdurre la responsabilità civile dei magistrati per dolo, colpa grave o negligenza? «Se un pm chiede una condanna e non la ottiene non siamo in presenza di un errore giudiziario. È la fisiologia del processo. L’errore giudiziario c’è quando il magistrato, ad esempio, prende un abbaglio clamoroso». E questo non è un abbaglio clamoroso? «Ma no, nessun abbaglio. I magistrati hanno visto dei fatti e hanno valutato che c’erano gli estremi per un processo».
Travaglio: «Festeggino a champagne ma non ci fu persecuzione»
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