Il dibattito sulle riforme costituzionali in Senato ripartir lunedì, quando in mattinata dovrebbe finire la discussione generale. Poi si comincerà a votare sui singoli emendamenti - sono più di 7.830 - che dovranno però prima passate il vaglio di ammissibilità. L’assoluzione in appello di Silvio Berlusconi sul caso Riby sembra blindare il persorso del ddl di revisione costituzionale presentato dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Quasi in contemporanea, arriva però l’interruzione unilaterale delle trattative sull’Italicum da parte del MoVimento 5 Stelle: sulla legge elettorale non ci sarà alcun altri incontro tra la delegazione grillina e il Pd. «Il M5S era disposto a chiudere ieri (giovedì ndr.). Ci dispiace, ma non c’è più tempo - scrivono i pentastellati sul blog di Beppe Grillo - Alla fine, l’incontro con il Pd si è svolto ed è durato un’ora e mezza. Certo, dopo ben 25 giorni di fitto e intenso rapporto epistolare ci saremmo aspettati che arrivassero al tavolo con idee più chiare, una maggiore concretezza e anche più preparati. Ma non si puo’ pretendere la luna. Malgrado i proclami di rapidità, il succo è che su quasi tutto si è preso bradipescamente altro tempo. Trattativa completa quindi che dovrebbe essere rinviata a una data ipotetica e condizionata alle mille vicissitudini parlamentari. Renzi parla di 15 giorni ma potrebbe slittare addirittura a settembre. Il M5S era pronto a chiudere. Ci dispiace per il Pd ma non c’è più tempo. Il M5S non se la sente di prendere in giro i cittadini italiani per un’intera estate». Il post è firmato dai componenti della delegazione, delegazione M5S Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Paola Carinelli, Vito Petrocelli. «Resta la grande soddisfazione - proseguono - per l’apertura e il parere positivo ottenuti sull’introduzione delle preferenze nella legge elettorale che a questo punto diamo per confermati e che voteremo dopo la ratifica della proposta di legge elettorale concordata ad oggi degli iscritti on line». La delegazione grillina ricorda che «il tema delle preferenze per noi è fondamentale, è una battaglia iniziata nel 2007 con il primo Vday e con la raccolta di 350.000 firme per l’iniziativa di legge popolare Parlamento Pulito. Quindi, almeno per questo, grazie a Renzi per aver accolto la proposta di un Parlamento di eletti e non di nominati. Del resto Renzi stesso si era pronunciato in passato apertamente contro un Parlamento di nominati». Poi l’affondo: «Bisogna dare atto a Renzi che, anche se in ritardo, ha mantenuto la sua parola e si spera che la possa mettere in atto. Non crediamo infatti che su questo punto il segretario di un partito che ha avuto il 41 e rotti alle ultime elezioni europee debba chiedere il permesso a un chicchessia di FI, terza forza politica nel Paese destinata all’implosione e guidata da un pregiudicato». Parlando con i suoi Renzi sottolinea come la delegazione M5S non ha fatto in tempo a sedersi al tavolo che è già stata subito sconfessata dal blog. Le avvisaglie della rottura c’erano però già state. Ai sospetti secondo cui il vero obiettivo del M5S «è rallentare il percorso delle riforme», il vicesegretario Dem Lorenzo Guerini aveva risposto così: «Il Pd andrà avanti per la sua strada». Di Maio, pur lasciando aperta la porta del confronto, aveva palesato tutto il malessere pentastellato per l’esito dell’incontro di giovedì: «Che il M5S e il Pd siano totalmente differenti anche nel modo di comunicare è chiaro. Se fossimo stati a parti invertite, noi gli avremmo detto sì o no dal primo incontro. Questi invece prendono tempo, fanno melina, i loro "vedremo", "vi faremo sapere", non solo fanno perdere tempo agli italiani, ma disorientano non poco. Aspettiamo il Pd alla prova dei fatti». Pd che, come preconizzato da Guerini, andrà per la sua strada. «Peccato: il M5S ha perso l’occasione di proseguire il confronto sulle riforme. La linea di Luigi Di Maio non è prevalsa», la linea Dem espressa su Twitter da Alessandra Moretti.
Per il Pd tempo scaduto, Grillo rompe le trattative
La delegazione a Renzi: «Potevamo chiudere. Mantieni almeno la parola sulle preferenze»
