Politica

Sequestrata l’«Achille Lauro» 400 persone rischiano la vita

Il commando minaccia di far esplodere la nave Chiede la liberazione di 50 palestinesi prigionieri

Il Cairo , 7 ottobre - Nuova drammatica sfida del terrorismo palestinese. La nave da crociera «Achille Lauro» è stata sequestrata questa sera poco dopo la partenza dal porto di Alessandria da un «commando» di palestinesi. I guerriglieri hanno fatto sapere, via radio, che libereranno i 457 ostaggi (circa 300 dei quali sono membri dell’equipaggio in quanto oltre seicento crocieristi erano rimasti a terra per una escursione) in cambio del rilascio di 50 fedayn detenuti nelle carceri israeliane. In un messaggio giunto questa sera a Porto Said, il comandante della nave. Tristone Benni, ha fatto sapere che a bordo dell’unità ci sono circa cinquecento persone, che tutti stanno bene; i terroristi (che sarebbero una dozzina) hanno rinchiuso i passeggeri nelle loro cabine minacciato di uccidere gli ostaggi e di far saltare la nave se nella giornata di domani Israele non libererà il gruppo di palestinesi detenuti nel campo di Naaria. Il capo del gruppo dei palestinesi di cui si chiede il rilascio si chiama Samir Kantari. I terroristi - secondo quanto ha comunicato il comandante della «A. Lauro» - pretendono che nessuna unità si avvicini alla nave sequestrata. Ancora non è possibile accettare esattamente quanti italiani siano a bordo della nave. Sembra che siano circa trecento, tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Appresa la notizia del sequestro il governo italiano si è messo in contatto con le autorità egiziane e con l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Nel contempo il Ministro della Difesa ha messo in preallarme alcune unità della Marina militare che stanno ora dirigendosi verso la nave sequestrata. Le sequenze del drammatico bliz sono ancora incerte. Secondo una prima ricostruzione il comando palestinese si è impadronito dell’«Achille Lauro» poco dopo la partenza dal porto di Alessandria a 50 chilometri dalla costa. La nave, impegnata in una lunga crociera nel Mediterraneo meridionale, era diretta a Porto Said dove si sarebbero dovuti reimbarcare seicento passeggeri scesi a terra per un’escursione. Al momento dell’attacco si trovavano a bordo oltre 400 persone, quasi tutti membri dell’equipaggio. I terroristi hanno attaccato la plancia di comando e si sono impadroniti della nave minacciando di farla saltare in aria; i fedayn sarebbero infatti pesantemente armati e sarebbero in possesso di un notevole quantitativo di esplosivo. Il primo allarme è venuto dalla radio costiera di Goteborg, in Svezia, che ha captato un drammatico messaggio dell’unità. Attraverso la radio i guerriglieri palestinesi, che sarebbero guidati da un fedayn che si è presentato come «comandante Oman», hanno fatto conoscere le loro richieste: in cambio dei 457 ostaggi pretendono che Israele rilasci immediatamente i palestinesi trattenuti nelle sue carceri. Il governo egiziano a questo punto si è messo immediatamente in contatto con l’Italia. A Palazzo Chigi è stato subito costituito un comitato di crisi mentre la Farnesina si è messa in contatto con l’Olp. L’allarme è scattato anche al Ministero della Difesa. Alcune unità della nostra Marina militare hanno levato le ancore e si sono dirette verso la costa egizia. L’ambasciatore italiano al Cairo Giovanni Migliuolo si è recato al Ministero degli Esteri egiziano per incontrare il ministro Esmat Abdel Meguid mentre l’addetto navale della Ambasciata italiana comandante Paolo Pagnottella si è recato a Porto Said per seguire da vicino gli sviluppi della vicenda. Il nuovo episodio di terrorismo si inserisce in un quadro politico esplosivo. La serie di attentati nelle capitali europee (Roma inclusa), il rapimento di quattro ostaggi sovietici e il micidiale blitz aereo israeliano sul comando generale dell’Olp a Tunisi hanno alzato pericolosamente il termometro della tensione nella regione. La tragica catena di attentati e violenze ha suscitato violente e dure polemiche che hanno in qualche caso coinvolto anche l’Italia. Il nostro governo è impegnato in prima linea perchè in Medio Oriente torni finalmente la pace e si adopera senza risparmio nella ricerca di soluzioni negoziate alle gravi crisi che piagano lo scacchiere. Questa ennesima esplosione di violenza cade in un momento particolarmente delicato che potrebbe rivelarsi decisivo per il processo negoziale tra Giordania ed Israele. Le bombe dei jet israeliani cadute sul comando di Tunisi non hanno solo distrutto il quartier generale dell’Olp ma hanno creato nuovi ostacoli sulla strada della pace. Pochi giorni prima infatti il Re giordano Hussein aveva fatto una significativa apertura allo Stato ebraico al fine di trovare una base comune su cui discutere di pace. La scelta di Hussein è stata senza dubbio coraggiosa in quanto il sovrano hascemita ha sfidato chi non vuole la pace e preferisce la via della violenza e dell’odio. L’offerta è stata salutata dal plauso di molti governi (quello italiano è tra questi) e, purtroppo, dalla sinistra voce dei mitra. Il terrore ha infatti colpito diplomatici giordani, uomini dell’Olp attestati su posizioni moderate e Paesi occidentali favorevoli al negoziato. ANGOSCIOSA ATTESA A NAPOLI TRA I FAMILIARI DEI MARINAI Napoli , 7 ottobre - Secondo le notizie pervenute a Napoli alla società armatrice della «Achille Lauro», sarebbero 454, tra passeggeri ed equipaggi, le persone sequestrate dai palestinesi. Solo un caso ha impedito che un numero maggiore di passeggeri si trovasse coinvolto nell’azione terroristica. La «Achille Lauro», infatti ha fatto sosta ad Alessandria dove oltre 600 cricieristi hanno lasciato la nave per effettuare un giro in torpedone fino a Il Cairo. Il programma prevedeva il reimbarco dei passeggeri a Porto Said per quella sera. Al momento non è stato possibile alla società armatrice accettare la nazionalità dei sequestrati. L’equipaggio è composto da 189 marittimi in gran parte provenienti dalle province campane. Gli 884 passeggeri risultano in gran parte di nazionalità tedesca, 160 gli italiani, 120 inglesi, una sessantina francesi e una quarantina di spagnoli. Il transatlantico Achille Lauro era partito da Napoli alle ore 18,15 di venerdì scorso 4 ottobre diretto a Siracusa per uno scalo tecnico con sosta di un’ora. La nave proveniva da Genova, salpata il giorno prima, il 3 ottobre, con 1073 persone a bordo di cui 189 componenti l’equipaggio e 884 passeggeri. Il ritorno dell’Achille Lauro dalla crociera era previsto per la metà del mese. Al comando della nave il comandante Tristone Benni. Iscritta al registro navale di napoli la «Achille Lauro» ha una stazza netta di 13.400 tonnellate e una stazza lorda di 23.600 tonnellate. Ammiraglia di quella che fu la Flotta Lauro, costituiva oggi uno dei punti di rilancio della società che aveva subito una fase critica negli ultimi anni di vita del Comandante ed era poi finita in amministrazione controllata. Le crociere del transatlantico erano state pubblicizzate quest’anno con una massiccia campagna. Negli uffici della società questa sera funzionari e dirigenti hanno tentato ripetutamente di mettersi in contatto con le autorità di Porto Said. (...)

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