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Il bonus da 80 euro sarà stabile ma non si sa chi pagherà

Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.itIl bonus da 80 euro sarà strutturale ma ancora non è chiaro dove si troveranno i soldi per la copertura. La conferma dopo un balletto di indiscrezioni e...

Il bonus da 80 euro sarà strutturale ma ancora non è chiaro dove si troveranno i soldi per la copertura. La conferma dopo un balletto di indiscrezioni e temporeggiamenti, è arrivato dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Intervenuto alla Camera per una informativa sulle raccomandazioni dell’Unione europea, il ministro ha ammesso le difficoltà in cui si trova il governo a fronte della revisione al ribasso delle stime di crescita per quest’anno. Eppure nonostante «il ritardo» della crescita renda «più stretti» i margini di manovra, il Governo è comunque intenzionato a rendere «permanente» il bonus da 80 euro con la prossima legge di stabilità e a proseguire «nella riduzione dell'Irap». Padoan ha ammesso che la crescita è «ancora debole e incerta» ma incalzato sull’eventualità di una manovra di correzione dei conti entro l’anno, prima si è trincerato dietro un no comment, poi ha ribadito, con vigore, che è da escludersi. Sta di fatto che il mancato sviluppo e nuovi impegni di spesa come il bonus, se non compensati adeguatamente da efficaci tagli alla spesa, dovranno pur essere finanziati in qualche modo. Padoan ha comunque rivendicato con forza l'efficacia delle azioni messe in campo dal Governo in questi mesi. Anche sul fronte delle riforme istituzionali. Il loro «impatto economico», ha rilevato, «è estremamente rilevante e purtroppo spesso sottovalutato». È un dato di fatto però che la ripresa stenta ad arrivare e questo rende più difficile trovare in bilancio i soldi per sostenere l'economia. «I dati macroeconomici più recenti, se confermati», ha sottolineato il ministro, «indicano un ritardo nel ritorno al meccanismo di una crescita sostenibile in Europa e altrove e ciò è vero anche per il nostro paese: i margini per l'azione del governo si faranno più stretti ma non per questo», ha aggiunto, «si indebolisce la prospettiva di medio termine indispensabile per quel salto di qualità di cui il Paese ha bisogno tramite una decisa azione di riforme». L'Italia però, Padoan ne è convinto, ha fatto non pochi progressi che «saranno dettagliatamente indicati» nell'aggiornamento del Def a settembre. Sin d'ora però, ha osservato il ministro, è possibile dire che «lo scenario è in linea con la riduzione del debito e siamo su un sentiero compatibile con i parametri europei». Nonostante la crescita che si fa desiderare. Però, ha affermato ancora Padoan, «non ci sono scorciatoie ed è indispensabile che ci sia un orizzonte di medio termine perchè la crescita è un fenomeno complesso e spesso non ben compreso». A promuovere le parole di Padoan sul cuneo fiscale è il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo cui rendere strutturale il taglio sarebbe «una boccata d'ossigeno e benzina nel motore delle imprese». Ma la Cisl rilancia e chiede che il bonus venga esteso anche ai pensionati che stanno sotto i 26.000 euro l’anno di reddito. A definirsi «fortemente deluso» è al contrario il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta.

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