Peter Gomez, giornalista e scrittore, esperto di cronaca giudiziaria, ci dice la sua sul caso Ruby. In molti pensano che la condanna di primo grado per Berlusconi non stia in piedi perché si fa fatica a configurare il reato. Che idea si è fatto della vicenda? «Alla luce della nuova norma penso che sia configurabile la concussione per induzione. Credo che il Presidente del Consiglio non dovesse telefonare in questura, raccontando una balla, ma anche che i funzionari della Questura avrebbero potuto resistere a quella pressione. Certo la concussione non mi pare ben motivata e da questo punto di vista non meraviglierebbe uno sconto di pena. Diversa invece è la questione sulla prostituzione minorile. E’ vero che i presunti rapporti sessuali emergono solo nelle telefonate di Ruby, ma è anche vero che, secondo la Cassazione, per poter configurare la prostituzione, non è necessario andare a letto con qualcuno. Per la Cassazione può essere sufficiente mettere una mano sul fondoschiena e pagare». Quindi, mi sembra di capire che la sua previsione sia una riduzione di pena. «Ormai ho imparato a non aspettarmi niente dai processi. Sulla base delle mie conoscenze giuridiche, alla luce di quello che ho letto nella sentenza, direi che ci potrebbe essere uno sconto per quanto riguarda la concussione, che poi è la pena maggiore». La requisitoria dell’accusa e l’arringa della difesa non le sono sembrate un po’ forzate? «Da quello che ho visto sono state diverse. La requisitoria mi è sembrata articolata meglio, ma anche la difesa non ha negato l’evidenza. Accusa e difesa hanno fatto le loro parti. Se mi chiede un pronostico sinceramente non riesco a farlo». In caso di condanna quali conseguenze ci saranno per il centro-destra? «Vedendo il confronto di oggi (ieri ndr) tra Renzi e i 5 Stelle la sensazione è che il premier tema che, in caso di condanna, Forza Italia si possa sfaldare. Sui giornali si è letto che se Berlusconi farà le riforme con Renzi, sostanzialmente, riceverà la grazia. Questo spiegherebbe perché il Cavaliere va dritto per la sua strada. Sicuramente questo centro-destra, tenuto in mano da Berlusconi, in caso di condanna avrebbe delle difficoltà». Anche Renzi quindi teme la condanna di Berlusconi? «Obiettivamente diventerebbe difficile spiegare ai tuoi elettori che, pur avendo la possibilità di fare le riforma con degli incensurati come i 5 Stelle, tu le vai a fare con chi è stato nuovamente condannato». In caso di assoluzione invece non mancheranno le polemiche. «Ci sarà la solita polemica, con gli esponenti di FI che diranno che era una manovra politica e che Berlusconi è stato stato processato ingiustamente. Una polemica assolutamente legittima». Non pensa che, tra i processi penali di Berlusconi, questo sia quello che merita meno interesse? «Quando parliamo del caso Ruby su internet, solo per il fatto che ci sono di mezzo le ragazze, anche belle, l’interesse dei lettori è massimo. Rispetto ad altri processi che hanno coinvolto Berlusconi questo, a livello mediatico, viene letto molto di più. Diverso è il discorso sulla tolleranza. Da quando il Cavaliere non è più premier, sicuramente ce ne è di più da parte dell’opinione pubblica. Io credo che siano assolutamente fatti suoi quello che combina nel privato, ma ci sono delle condizioni oggettivamente imbarazzanti». Ad esempio? «Se una persona normale viene scoperta in queste condizioni mette in imbarazzo la famiglia e i parenti. Quando sei il premier rappresenti tutta la nazione. Se decidi di fare politica hai onori ma anche oneri maggiori. In questo caso tutti sapevano che Berlusconi non era un santo, ma la cosa che più ha impressionato è che la sera a casa sua arrivassero 40 ragazze e che più della metà di esse esercitasse il mestiere più antico del mondo».
Gomez: fatti suoi ciò che fa in privato
Andrea Barcariol Peter Gomez, giornalista e scrittore, esperto di cronaca giudiziaria, ci dice la sua sul caso Ruby.In molti pensano che la condanna di primo grado per Berlusconi non stia in piedi...