L’attesa presa di posizione sulla linea politica del partito non arriva. Nel suo intervento alla Summer School di Ncd a Sorrento, il leader Angelino Alfano non scioglie le riserve sulla strada da percorrere, né sull’impostazione dialettica con Renzi e il Pd da un lato e i partiti di centrodestra dall’altro. Alfano ribadisce di voler rispettare «il patto dei mille giorni» e di restare al governo, ma non chiarisce la linea politica del Nuovo Centrodestra, pur prendendo nuovamente le distanze da Forza Italia. Parlando ai giovani di Ncd, il ministro dell’Interno rivendica: «Dobbiamo sentire il merito di aver salvato il Paese e di non averlo consegnato a Grillo. Se nell’esecutivo non ci fossimo stati noi ci sarebbe stato certamente Vendola». Alfano aggiunge anche che «se ora sottraessimo i nostri voti, faremmo cadere il governo, ma non faremmo un torto a Renzi o al Pd, ma all’Italia». Spiegando la scelta di entrare a far parte di un esecutivo a guida Pd, Alfano non vede alcuna anomalia, perché Renzi «conduce un governo verso politiche che hanno fortissima capacità di appeal nell’elettorato moderato del centrodestra» e «usa ricette economiche proprie del centrodestra». Nel suo intervento, il leader Ncd non risparmia attacchi a FI. «Hanno tentato nei nostri confronti un omicidio nella culla con l’Italicum, ma non ce l’hanno fatta. Speriamo che Forza Italia abbia capito la lezione, per la ricostruzione del centrodestra devono fare i conti con noi», spiega nel corso dell’event conclusivo dell’iniziativa organizzata dalla fondazione «Costruiamo il futuro», lasciando intendere la collocazione politica di Ncd, senza tuttavia una road map concreta, con tempi e compagni di viaggio ben definiti. «Sulla comunicazione - ricorda Alfano - siamo stati cannoneggiati dalla potenza di fuoco del gruppo editoriale di centrodestra di solito usato per il colosso della sinistra e non per un partito nato da 4 mesi. Ma siamo orgogliosi di avercela fatta lo stesso perché siamo stati più forti della loro capacità di aggredire». Con l’Italicum, spiega, «hanno tentato un omicidio nella culla ma non ce l’hanno fatta, e a chi mi chiede se sul tema delle alleanze intendiamo dialogare con Forza Italia io rispondo che aspettiamo prima il ravvedimento operoso. Se continua il tentato omicidio avremo la prova che non hanno altra idea se non quella di ammazzarci quando loro sono in difficoltà». Alfano, annunciando «battaglia» sulla legge elettorale a favore delle preferenze e contro le «oligarchie» e le liste bloccate, prende così le distanze da FI, rinviando ogni ulteriore decisione a data da destinarsi. Ora bisogna pensare al governo e al Paese. «Quello che chiediamo a Renzi è uno shock fiscale, una frustata antiburocratica e una svolta vera sull’articolo 18», dice Alfano. «Renzi - prosegue - ha capito una cosa che Blair ha capito anni fa: piegare la resistenza interna nel suo partito sulla politica economica e usare ricette di centrodestra». Il premier, secondo Alfano, «sta conducendo il governo verso politiche che hanno appeal nei confronti dell’elettorato moderato e di centrodestra. Non fatevi imbrogliare da chi dice che il nostro problema è collaborare con la sinistra. Piuttosto è la sinistra che occupa un significativo campo elettorale del centrodestra». Per questo, sottolinea il leader Ncd, «d’ora in poi dovremo rafforzare la nostra identità non su cosa è successo a novembre 2013, quando abbiamo preferito l’Italia a Forza Italia, ma su cosa noi siamo e dove vogliamo portare noi stessi e il Paese». Un’impostanzione ancora a metà tra le due anime del partito, quella più governista e quella che invece tende a una riaggregazione del centrodestra. Tra chi auspica la costituzione di un nuovo soggetto popolare diverso dall’impostazione classica del centrodestra; un progetto che passa per la collaborazione con Renzi fino alla fine del grillismo. E chi invece chiede subito una scelta di campo forte, riaggreggando Ncd, FI, Fratelli d’Italia e Lega.
Alfano prende tempo. Ncd resta nel limbo
Il leader parla ai giovani concludendo la Summer School a Sorrento. «FI voleva ucciderci ma non c’è riuscita. Renzi acceleri sull’economia»
