L’obiettivo è chiaro: due popoli, due Sati e la fine dell'occupazione israeliana dei territori occupati nel '67, compresa Gerusalemme est. L'Europa è parte del quartetto formato con la Russia, Gli Sati Uniti, e le Nazioni Unite, nato per la pace tra israeliani e palestinesi. L'Europa può prendere l'iniziativa, e nel caso in cui le parti coinvolte non possono risolvere i problemi che ci sono, una conferenza internazionale imminente è l'altra opzione. Tornare solo ad una tregua, come è stato nel 2002, nel 2006, nel 2008 e nel 2012 equivarrebbe a compiere gli stessi errori. In Cisgiordania siamo riusciti con immensi sforzi ad evitare la violenza. L'unica via di uscita è una pace stabile che sia fondata su condizioni stabilite. Tutto il mondo sa che Gerusalemme è parte di un territorio occupato. Dal '94 ci sono stati migliaia di incontri, negoziati e trattative con una presenza nazionale forte e l'altra debole. Ci deve essere una presenza internazionale, la forza non è verso i potenti ma nel rispetto della legge. L'Italia è da sempre stata per diverse ragioni, storico-geografiche e culturali un paese vicino. C'è questa continuità. Più c'è stabilità in Italia, più c'è stabilità nella politica estera. Credo che Matteo Renzi possa rappresentare una nuova generazione. Il Governo italiano può avere quindi un ruolo attivo come è già stato in Italia in periodi precedenti. Gli sforzi devono concentrarsi sul fermare questa tragedia. Un milione ed 800 mila palestinesi vivono in un territorio di 230 Km dove manca tutto. Bisogna lavorare ad una pace stabile, come è riportato nel Comitato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Ora parli il resto del mondo
L’obiettivo è chiaro: due popoli, due Sati e la fine dell'occupazione israeliana dei territori occupati nel '67, compresa Gerusalemme est. L'Europa è parte del quartetto formato con la Russia, Gli...