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Viaggiatori «lenti» per un turismo più consapevole

La filosofia «slow» che dilaga nel mondo del food, piano piano - è proprio il caso di dirlo - si sta diffondendo anche per quanto riguarda i viaggi.C’è addirittura chi del «viaggio lento» ne fa uno...

La filosofia «slow» che dilaga nel mondo del food, piano piano - è proprio il caso di dirlo - si sta diffondendo anche per quanto riguarda i viaggi. C’è addirittura chi del «viaggio lento» ne fa uno stile di vita. Numerose le associazioni di volontari che organizzano e promuovono itinerari da percorrere a piedi, in bicicletta, o con altri mezzi di locomozione «a basso impatto» (come cavalli o asini). L’obiettivo è quello di stimolare l’incontro tra persone e culture differenti, l’ospitalità e la convivialità. Vengono così identificati i percorsi che consentano ai «viaggiatori lenti» di muoversi con sicurezza possibilmente lungo strade campestri e sentieri. Percorrendoli è possibile ammirare senza fretta tutto quello che sta attorno, scoprendo panorami mozzafiato, rimanendo stupiti di fronte alle bellezze della natura e apprezzando tutte quelle piccole sfumature del viaggio che, con una vacanza mordi e fuggi, non riusciamo a concederci. Di contorno, viene organizzato un sistema di accoglienza basato sulla piccola ricettività turistica (ostelli, agriturismi, B&B, piccoli alberghi) e spesso anche sull’accoglienza «volontaria», come accade per il Cammino di Santiago in Spagna. In Italia è la Via Francigena l’itinerario per eccellenza degli slow tours. L’antica via dei pellegrini - che da Canterbury erano diretti a Roma - nominata Itinerario Culturale Europeo, attraversa il territorio italiano dalla Valle d’Aosta sino alla Capitale, per una lunghezza di circa 1.000 km. Non lontana da Roma c’è poi l’ippovia del Gran Sasso, la più lunga d’Italia con i suoi 320 km. Sentieri ben segnalati, punti di ristoro, aree di sosta attrezzate e abbeveratoi accolgono, lungo tutto il percorso, destrieri e cavalieri che vogliono cimentarsi in una vacanza open-air. Ma anche un breve week in una città europea può essere slow, se ci lasciamo coinvolgere dalla magia dei luoghi che visitiamo, assaporandone l’anima più intima, anche con poche ore a disposizione. Scopriremo che città come Parigi o Berlino ci possono «parlare» anche attraverso una passeggiata da «flaneur» osservando gli abitanti del luogo, o facendo la spesa ad un banco del mercato di quartiere e persino gustando un saporito würstel acquistato da un venditore ambulante... Forse non riusciremo a visitare tutti i monumenti segnalati dalle guide turistiche, ma di certo torneremo a casa con emozioni che lasciano ricordi indelebili proprio perché vissute…lentamente.

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