Politica

L’intesa Pd-FI regge Per ora solo a parole

Senato Il ddl costituzionale da domani in Aula Martedì protesta grillina a Palazzo Madama

Comincia domani l’esame dell’Aula del Senato del ddl costituzionale presentato dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e approvato dalla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. L’inizio del voto della riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione è previsto per mercoledì. Dopo mesi di tensioni e polemiche, le riforme giungono alla prova più dura, quella del voto in Aula. Il fronte bipartisan dei frondisti, capeggiato da Vannino Chiti e Corradino Mineo (Pd), Mario Mauro e Tito Di Maggio (Per l’Italia), Augusto Minzolini (FI) e Loredana de Petris (Sel), non accenna però a fare passi indietro e promette una battaglia ancora più aspra di quella condotta in commissione. E a promettere battaglia è anche il MoVimento 5 Stelle, che martedì assedierà Palazzo Madama. «Malgrado le difficoltà del periodo, sarebbe significativo che chi può non ci lasciasse soli e ci raggiungesse a Roma, martedì 15 luglio, ore 11 in Piazza Madama. Saremo con Beppe a dare voce ai cittadini che non vogliono essere esclusi dalle istituzioni», è l’appuntamento pubblicato su Facebook dalla senatrice grillina Barbara Lezzi, che ribadisce l’opposizione dei cinque stelle al pacchetto di riforme costituzionali che «sancirà - denuncia la parlamentare pentastellata - la sottomissione della Camera al governo e un Senato di non eletti». «I nominati nuovi senatori saranno anche immuni - rimarca Lezzi - Ricordiamo - che il M5S apre all’abolizione della seconda Camera purché si ripristini il diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti e il dovere, per questi ultimi, di rinunciare per sempre all’immunità». Grilli dovrebbe arrivare a Roma domani sera per poi seguire dalla tribuna i lavori dell’Aula sul ddl costituzionale che governo e maggioranza vogliono approvare in tempi brevi. Il MoVimento 5 Stelle si prepara a dare battaglia nell’emiciclo di Palazzo Madama, utilizzando ogni piega del Regolamento, per mettere in atto un ostruzionsimo teso ad allungare i tempi. L’idea è quella di denunciare direttamente ai cittadini gli «errori» della riforma, di qui la decisione di portare in piazza, davanti al Senato, la protesta di senatori e deputati. Ma, nonostante queste tensioni, l’accordo tra Pd e FI regge. Almeno a parole e nonostante i frondisti. «Prima dell’estate a Palazzo Madama approveremo la riforma del Senato e cominceremo a discutere dell’Italicum. È importante che il Parlamento discuta in modo approfondito queste riforme perché è necessario e giusto che siano sostenute da una ampia maggioranza. Sono convinta che il Pd saprà essere unito sulla questione delle riforme perché consapevole che il Paese ha bisogno di cambiare - dice Anna Finocchiaro, presidente della I Commissione - Il Parlamento è il luogo giusto dove discutere con tutti, nella maggioranza e con le opposizioni, per fare riforme migliori e condivise». Favorevoli alla riforma anche Lucio Romano e Pier Ferdinando Casini (Per l’Italia), Fauttilli chiede all’Udc di aprire il confronto «sulla qualità» delle riforme. Antonio Tajani (FI) invita FI a non dire sempre di sì a Renzi.

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