Dieci giorni. A tanto si spinge il piano straordinario varato, nottetempo, dalla giunta Marino per ripulire le strade della Capitale d’Italia ridotte a pattumiere a cielo aperto. Poche mosse che, secondo il sindaco, risolveranno «per sempre» l’emergenza rifiuti. Scenderanno sin da subito in campo trenta squadre, due per ciascuno dei 15 Municipi della Capitale che lavoreranno h24. Al loro fianco cento controllori per verificare non solo che la raccolta venga effettuata "a regola d’arte" ma anche per multare i cittadini che, incivilmente, gettano i rifiuti in strada. Niente ferie poi per i dirigenti dell’azienda di igiene urbana della Capitale, che dovranno verificare, in strada anch’essi, che la "macchina" funzioni. Questo per riportare la situazione nei limiti della normalità. Il piano, presentato ieri dal sindaco Ignazio Marino con l’assessore all’Ambiente, Estella Marino e il presidente e ad di Ama, Daniele Fortini, va ben oltre. Per superare la crisi che, immancabilmente, nei periodi «caldi» delle ferie si trasforma in emergenza. È accaduto a Natale. E di nuovo a luglio. Chiudere Malagrotta, l’unica discarica romana, è stato un vanto per la nuova giunta amministrata dal sindaco chirurgo, ma non aver attuato contemporaneamente un piano alternativo, se non quello di mandare una parte dei rifiuti in altre regioni, ha gettato, ovviamente e banalmente, la Capitale sull’orlo dell’emergenza continuna. Ecco allora che la seconda parte del piano straordinario prevede l’attivazione di un tritovagliatore aggiuntivo (che verrà installato entro una settimana e sarà attivo entro fine mese) posizionato all’interno del perimetro dello stabilimento Ama di Rocca Cencia con una capacità di trattamento di 200 tonnellate/giorno e l’attivazione di aree provvisorie di selezione e cernita di materiali riciclabili a supporto della filiera della differenziata direttamente collegati alle esigenze dei Municipi circostanti. Il triovagliatore verrà preso in affitto con un costo di circa 140 euro a tonnellata, «meno rispetto a quanto pagato a Cerroni», sottolinea il primo cittadino ricordando il patron di Malagrotta, senza il quale i rifiuti diventano ancora non solo «un» problema ma «il» problema. E non è un caso che il nuovo impianto in affitto verrà posizionato proprio davanti Malagrotta, in quella Valle Galeria che andava difesa e "riabilitata" da decenni di inquinamento dovuto allo smaltimento dei rifiuti. Un piano necessario per un cambio di rotta doveroso nei confronti dei romani che pagano, in media, il 13 per cento in più della tariffa rifiuti rispetto alle altre capitali europee. Una tariffa più che raddoppiata negli ultimi anni proprio per garantire un servizio più efficiente soprattutto per quella raccolta differenziata che, come dimostrato in questi ultimi giorni, ancora è ben lontana dal raggiungere le medie di quelle stesse capitali europee nelle quali i servizi sono molto più efficienti a costi molto più contenuti. Per questo il piano di Ignazio Marino, seppure necessario - anzi doveroso - non convince le opposizioni. Pronte a dare battaglia.
Ritirate le ferie ai dirigenti Così Marino «ripulisce» Roma
Piano straordinario con 30 squadre al lavoro h24