Politica

Rimborsi, mazzette, mafia Il partito degli inquisiti

Quanti guai, in ogni regioni, per i Democratici

Se l’«esercizio di garantismo» di Matteo Renzi dovesse concentrarsi sugli indagati del Partito democratico sparsi in tutta Italia, al premier resterebbe ben poco tempo per governare. L’elenco degli esponenti del Pd sotto inchiesta è infatti lungo. Oltre ai nomi recenti, come quelli del governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani, l’ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, e il deputato Francantonio Genovese, di esponenti Pd finiti nelle «forche caudine» della magistratura, ce ne sono molti altri. Quattro sottosegretari, innanzitutto, tre inguaiati dai «rimborsi facili» nelle rispettive regioni: Umberto del Basso de Caro, indagato per le «spese allegre» alla Regione Campania; Francesca Barracciu per accuse simili in Sardegna; Vito De Filippo in Basilicata. Poi c’è Filippo Bubbico, viceministro all’Interno, indagato per abuso d’ufficio. Sotto processo il neo governatore della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, accusato di truffa e falso. Indagato per corruzione e abuso d’ufficio anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Fra i piddini, molti sono gli indagati per le «spese allegre» regionali. In Campania, ad esempio, ci sono Antonio Amato, Nicola Caputo, Mario Casillo, Angela Cortese, Rosa D’Amelio, Enrico Fabozzi, Corrado Gabriele, Antonio Marciano, Anna Petrone, Donato Pica, Giuseppe Russo, Raffaele Topo, Antonio Valiante, Gianfranco Valiante. Tutti del Pd. Stesso discorso per i consiglieri regionali del Pd in Calabria: Pietro Amato, Demetrio Battaglia, Bruno Censore, Mario Franchino, Carlo Guccione, Mario Maiolo, Antonio Scalzo, Francesco Sulla, Nicola Adamo. Nella stessa regione è sotto inchiesta il consigliere regionale Demetrio Naccari Carlizzi, accusato di aver abusato del suo potere, quando era assessore, per far vincere alla moglie il concorso da dirigente all’ospedale di Reggio Calabria. Situazione «calda» anche in Sicilia per gli uomini del Pd. Per l’ex sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, che aveva scelto i «colori» renziani dopo essere stato un fedelissimo di Totò Cuffaro, il pm ha chiesto la condanna per crollo colposo. L’inchiesta si riferisce al cedimento di un palazzo nel centro città. A Nord cambia ben poco. Indagato per peculato Marco Monari, ex capogruppo Pd in Consiglio regionale. Per bancarotta, invece, è sotto inchiesta Alberto Rigon, ex consigliere comunale «renziano» a Breganze (Vicenza). Sotto processo, invece, sono finiti in Sardegna l’ex sindaco di Sassari e attuale presidente del consiglio regionale, Gianfranco Ganau; l’ex vicesindaco di Sassari e consigliere regionale Valerio Meloni; l’ex consigliere e assessore comunale di Sassari, Dolores Lai. Tentata concussione, falsità ideologica aggravata a abuso d’ufficio per il primo; tentata concussione e tentato abuso d'ufficio per il secondo; tentato abuso d'ufficio per la terza. Nella stessa regione sono indagati per rimborsi facili anche il senatore e segretario regionale Silvio Lai; Gavino Manca, Franco Sabatini, Marco Espa, e i parlamentari Marco Meloni, Francesco Sanna e Siro Marrocu. Poi c’è il sindaco Pd di Brindisi, Mimmo Consales, rinviato a giudizio per truffa e concussione. Ma di sindaci o ex sindaci democrat inguaiati ce ne sono altri. Luigi Ralenti, ex primo cittadino di Serramazzoni, provincia di Modena, è indagato per corruzione e turbativa d’asta. Abuso edilizio e abuso d’ufficio sono invece le contestazioni per Marco Bonucchi, sindaco di Sestola (Modena). Mimmo Gatti, ex sindaco di Modugno (Bari), dopo essere stato arrestato, è sotto indagine per aver rilasciato concessioni edilizie in cambio di mazzette. Nell’inchiesta c’è anche il predecessore Giuseppe Rana, del Pd pure lui. In Calabria finisce invece in carcere Gesualdo Costantino, sindaco democrat. L’accusa: associazione mafiosa. L’ex sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito, viene invece fermato e indagato per una «mazzetta». Infine, ancora al Nord, precisamente in provincia di Lecco, si è fatto due mesi e mezzo di carcere ed è sotto inchiesta per corruzione Marco Rusconi, ex primo cittadino di Valmadrera. Renzi, in questi casi, è garantista o colpevolista?

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