Politica

Riforme, Renzi: "Non temo il voto in aula"

Il premier parla in conferenza stampa ed elenca quanto deciso nel Cdm. "Incredibile che soltanto in Italia non c'è la consapevolezza di quanto fatto in quattro mesi"

"Incredibile che soltanto da noi non c'è la consapevolezza di quanto fatto in quattro mesi". Matteo Renzi parla in conferenza stampa subito dopo l'ok della Commissione Affari Costituzionali sul ddl riforme. Quella del Senato "è una riforma straordinariamente importante per la vita del paese. Non stiamo facendo le corse: stiamo approvando gli atti in tempi regolari. E' che dopo esserci abituati a una politica al ralenti, i primi a essere stupiti siamo noi", afferma, po iaggiunge: "Stiamo dando un grande segnale di cambiamento", ha continuato il presidente del Consiglio. "Anche tabù come il bicameralismo perfetto possono cadere. La vita per i cittadini sarà più facile. Chi parla di autoritarismo legislativo mi fa sorridere. Stiamo facendo la rivoluzione del buon senso". Paura del voto in Senato? "No, anzi segnalo che tutte le previsione dei gufi non si sono avverate. La stragrande maggioranza delle forze politiche sostiene questo provvedimento". Mostra i provvedimenti presi in Consiglio dei ministri. Decreto Ilva. Parte dal decreto Ilva che dà via libera al prestito per l'azienda siderurgica in commissariamento straordinario: "Il ministro Guidi e Galletti lo presenteranno nei prossimi giorni, è in una forma diversa da quella letta sui giornali. Contiene la riorganizzazione dei tempi ambientali e la questione del prestito ponte. Non ci sono sdoppiamenti commissariali, come ho sentito. Ritengo non abbia senso avere più commissari". Alitalia. "E' il fallimento di una certa classe dirigente. L'offerta di Etihad è molto buona, Alitalia così potrà avere un grande futuro oltre a un grande passato, c'è uno spazio di crescita enorme. Ma occorrerà che tutti facciano dei sacrifici", ha sentenziato il premier riguardo agli esuberi (si parla di oltre duemila), "altrimenti Alitalia chiude. Ci vuole senso di responsabilità". Terzo settore. "Il consiglio dei ministri ha approvato la legge del terzo settore, stabilizzazione del 5 per mille, servizio civile e la riforma del codice civile", ha annunciato inoltre Renzi, che si è soffermato anche sulla nuova pubblica amministrazione in Italia. "La Pa dovrà pubblicare tutto online e andrà a casa del cittadino, non il cittadino da lei. E' una rivoluzione copernicana". Disoccupazione. "La crisi c'è, ma solo nel solo mese di maggio ci sono stati 54mila posti di lavoro in più", ha detto Renzi in conferenza stampa, "purtroppo è un dato che non viene messo in considerazione. L'Italia può essere il locomotore per la ripresa dell'Europa". E alla domanda sulle voci di una nuova manovra a fine anno: "No". Decreti attuativi. Renzi interviene sul problema delle centinaia di decreti attuativi mai effettivamente entrati in vigore, il premier ha detto: "Da un'analisi dettagliata ci sono 752 leggi da disciplinare: 286 di Monti, 304 di Letta e 162 nostre. Sui decreti attuativi si è deciso che ad inizio di ogni cdm il ministro dell'attuazione del programma individuerà nome e cognome del ministro responsabile. E' inutile fare leggi se non si applicano, è allucinante".

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