Politica

Dalle unioni tra gay alle droghe libere È il sindaco arcobaleno

Dario Martinid.martini@iltempo.it Nonostante qualche uscita un po’ "di destra", il sindaco di Roma non rinuncia a cavalcare alcuni temi molto cari alla sinistra. Tre su tutti: i diritti delle...

Nonostante qualche uscita un po’ "di destra", il sindaco di Roma non rinuncia a cavalcare alcuni temi molto cari alla sinistra. Tre su tutti: i diritti delle coppie gay, la liberalizzazione delle droghe e il testamento biologico. E, anche se ultimamente ha rilasciato qualche dichiarazione controcorrente, continua a sorvolare sulle occupazioni dei palazzi e sull’emergenza nomadi. Ma andiamo con ordine. I diritti delle coppie omosessuali, dicevamo. Proprio l’altra sera Marino è andato al Gay Village, dove ha preso un impegno concreto: «Roma è la Capitale d’Italia e non possiamo rimanere indietro. L’anno prossimo torneremo con le unioni civili fatte. Io credo che l’amore sia un sentimento che deve essere rispettato, gli stessi diritti per tutti». Per l’esattezza bisogna ricordare che Marino aveva preso lo stesso impegno l’anno prima, sempre di fronte alla platea del Gay Village, ma questo è un dettaglio. Per dimostrare la propria vicinanza a questo tema, la giunta targata Marino, a Natale, ha sostituito la grande luminaria tricolore di via del Corso con un chilometro di luci «arcobaleno». Hanno fatto sicuramente più discutere altre esternazioni del primo cittadino della Capitale. Ad esempio, quelle sulle droghe leggere. «Sono favorevole alla possibilità di liberalizzazione della cannabis per uso medico o personale», ha detto recentemente. Secondo Marino le politiche attuate fino ad oggi non sono state in grado di risolvere il problema: «Nel 2011 - ha aggiunto - più di un milione di piante sono state confiscate nel nostro Paese contro le 73mila in Francia. La criminalità organizzata ancora gestisce grandi porzioni del traffico internazionale e ci sono abbastanza ragioni per riaprire il dibattito oggi in Italia. Viviamo in un tempo in cui una riforma delle leggi sulle droghe è necessaria a livello nazionale e internazionale». Sul fronte dei diritti, Marino inoltre ha spesso affrontato il tema del testamento biologico: «È una problematica di grande attualità - ha detto - La sua approvazione in Parlamento rappresenterebbe un passo avanti molto rilevante per il nostro Paese. In attesa Roma vuole fare la sua parte e consentire ai suoi cittadini di depositare presso tutti gli uffici decentrati le proprie volontà». Poi, come detto, non si può certo dire che il sindaco abbia affrontato di petto il problema dei nomadi (dai furti, ai roghi alla criminalità che cresce negli insediamenti, anche quelli autorizzati). È del primo luglio, infatti, la decisione di non rinnovare il contratto ai vigilantes dei campi rom. Eppure, il sindaco dovrebbe sapere che più di una volta hanno dato fuoco alle casette che il Comune gli aveva «regalato».

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