Politica

Ultrà dei comunisti ucciso dai missini

Walter Rossi, un ventenne di «Lotta continua», è stato ucciso in via delle Medaglie d’Oro

Un giovane militante di «Lotta Continua», Walter Rossi, via Trionfale 7126, è rimasto ucciso ieri sera a Monte Mario nel corso di una sparatoria di cui si sono resi responsabili estremisti di destra attaccati poco prima dai loro avversari politici. Nel gravissimo episodio è rimasto involontariamente coinvolto il gestore di un distributore di benzina, Giuseppe Marcelli di 68 anni, che si trovava accanto al gruppo dei giovani di sinistra e che è rimasto ferito per fortuna non gravemente. Era inevitabile che la tensione creatasi nei giorni scorsi in seguito al ferimento di una ragazza all’EUR e di un’altra in piazza Igea, entrambe di sinistra, subisse un aumento. Ed era prevedibile che altro sangue sarebbe corso. Ancora una volta a colpire sono stati gli elementi di destra. L’episodio di ieri sera, che riaccende in tutta la sua drammaticità gli scontri ideologici, è avvenuto pochi minuti prima delle 20. Secondo quanto è stato possibile stabilire attraverso numerose testimonianze, fin dalle prime ore del pomeriggio attivisti di sinistra avevano iniziato un esteso volantinaggio alla Balduina e lungo viale delle Medaglie d’Oro per protestare contro le continue aggressioni di cui sono vittime. L’atmosfera ha cominciato a scaldarsi verso le 17 quando l’andirivieni degli attivisti è diventato più frequente. Gli ultras di sinistra sono passati ripetutamente davanti alla sezione del Movimento sociale, pronunciando frasi minacciose nei confronti di quanti vi si trovavano davanti. C’è stata una serie di scambi sempre più violenti di invettive ma la situazione, controllata da una autopattuglia della Polizia non ha degenerato. Poi i primi scontri, i primi «corpo a corpo». Un deciso intervento di due autopattuglie della «Celere» è servito per un attimo a dividere i contendenti. All’improvviso, mancava poco alle 20, una fittissima sassaiola, iniziata da un gruppo di circa quaranta «ultras» di sinistra, alcuni dei quali con il volto incappucciato e celato da passamontagna ed altri armati di spranghe di ferro. Una gragnuola di proiettili ha raggiunto la sede missina davanti alla quale si trovavano alcuni giovani. Questi hanno chiamato gli altri che erano all’interno ed in breve una ventina di estremisti di destra si sono trovati sulla strada, pronti ad inseguire i loro avversari. Ma non è stato necessario. Uno dei missini ha infatti estratto di tasca una stola ed ha esploso i colpi contro il gruppo «ultras» di sinistra. Stavano per cominciare altri corpo a corpo quando un giovane di sinistra è stato visto portarsi le mani al collo, vacillare e cadere a terra. È stato un fuggi fuggi generale. Si è intuito subito che quel giovane era stato raggiunto da uno dei proiettili. Salvo un paio di persone che hanno soccorso il ferito, tutti gli altri sono fuggiti. I giovani di sinistra si sono dispersi verso piazzale degli Eroi mentre i missini risalivano verso la Balduina. Nello stesso istante giungevano sul teatro dello scontro due automezzi della «Celere» che presidiavano la zona: due guardie, Michele Zotti e Vincenzo Bellomo soccorrevano il giovane che giaceva a terra. Aveva il volto semicoperto da una sciarpa annodata dietro al collo e perdeva abbondantemente sangue dal capo. Con una macchina di passaggio è stato trasportato all’ospedale di Santo Spirito e affidato ai sanitari di turno. Purtroppo non c’era più nulla da fare: un proiettile gli aveva trapassato il cranio, entrando dalla nuca e fuoriuscendo dalla fronte. Mentre affluivano affannosamente in viale delle Medaglie d’Oro numerose «Volanti», rinforzi della «Celere» ed i funzionari dell’Ufficio politico per ricostruire l’accaduto, ricercare i responsabili ed evitare nuovi scontri, il gestore dell’impianto della «Esso» che si trova quasi di fronte alla sezione missina e che era stato quasi travolto dal gruppo di estrema sinistra in fuga, avvertiva un lieve bruciore al petto. Apertosi il giubbetto, si trovava in mano un proiettile che gli aveva leggermente scalfito il torace. Era lui a riferire agli agenti, prima di essere trasferito al Policlinico Gemelli, i primi particolari del sanguinoso scontro, scaturito dallo stato di estrema tensione conseguente al ferimento delle due militanti di sinistra. Superati i primi momenti di panico prodotto dalla sparatoria, di cui si sarebbe reso responsabile un giovane, che poi si è dato alla fuga abbandonando una «Vespa», estremisti di destra e di sinistra si sono nuovamente fronteggiati all’altezza di via Marziale, dando il via a violenti scontri cui ha posto fine il deciso intervento della «Celere» che ha compiuto alcune cariche. Walter Rossi, il giovane che ha perso la vita nei tragici incidenti, viveva con i propri genitori in via Trionfale. Aveva fatto parte della squadra di pallanuoto delle «Fiamme Oro», il gruppo sportivo della PS ed era un attivista di «Lotta Continua». Era considerato uno degli elementi più validi ed aveva partecipato al convegno di Bologna. Era in attesa di giudizio perché responsabile di lesioni nei confronti di due avversari politici. Suo padre, già dipendente dell’ENI ed ora concessionario di una industria automobilistica, ha appreso quasi subito da un amico del figlio la tragica notizia che si è diffusa rapidamente in tutta la città. È accorso subito all’ospedale, dove però ha dovuto attendere circa due ore prima di poter vedere la salma del figlio. Davanti alla sede del PDUP in via Pomponazzi si sono dati convegno circa duecento estremisti, alcuni dei quali armati di bastoni, decisi a raggiungere viale delle Medaglie d’Oro per una caccia all’uomo. Il massiccio intervento della polizia li ha indotti a recedere dal loro atteggiamento. Essi hanno raggiunto ugualmente ma alla spicciolata, il teatro degli scontri ed hanno deposto nel punto in cui Walter Rossi era stato colpito una bandiera rossa ed un mazzo di fiori. Il gruppo si è poi diretto in atteggiamento minaccioso verso la sezione missina. Gli incidenti che hanno fatto seguito al tragico scontro si sono iniziati praticamente appena il corteo degli ultras di sinistra si è mosso da piazzale degli Eroi. Dinanzi alla sezione missina di via delle Medaglie d’Oro c’è stato infatti un tentativo di invasione dei locali, respinto a suon di lacrimogeni da uno sparuto drappello composto da una decina di agenti della «Celere». Gli uomini in divisa sono stati trattenuti dal loro capitano e sono riusciti a mantenere la calma in un frangente veramente critico, assediati come erano da centinaia di facinorosi. Soltanto due dimostranti sono infatti riusciti a penetrare all’interno, impossessandosi di un paio di bandiere tricolori. Sempre lungo via delle Medaglie d’Oro sono stati poi bloccati due automezzi dell’Atac. I dimostranti, dopo averne sgonfiati i pneumatici, se ne sono serviti per bloccare completamente la circolazione. Per il resto, nella zona, resta da segnalare un’auto in sosta alla quale è stato appiccato il fuoco, il lancio di un paio di bottiglie molotov e alcuni vetri infranti. Il corteo poi ha raggiunto via Ottaviano, dove si trova un’altra sezione del MSI. La sede, «presidiata» soltanto da due agenti, è stata invasa dai manifestanti e data alle fiamme. La furia degli estremisti di sinistra s’è poi accanita contro il negozio di confezioni «Vittadello», all’angolo tra via Ottaviano e piazza Risorgimento, e contro un bar, all’angolo tra via dei Gracchi e via Ottaviano (...).

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