Le voci che la vorrebbero candidata alla poltrona di governatrice della Regione Campania sarebbero infondate. Lei stessa continua a ribadirlo: «Qualora mi candidassi alla Municipalità, a sindaco, alla Regione, venite a prendermi a casa e menatemi» ha detto. Eppure, a vedere la folla che ieri ha accompagnato la prima uscita pubblica realmente «politica» di Francesca Pascale, resta difficile immaginare per il futuro un suo ruolo semplicemente da fidanzata di Silvio Berlusconi. L’occasione è stato il ritiro ufficiale delle tessere di Arcigay e GayLib, celebratasi al Borgo Marinari, a Napoli. In questo modo la Pascale ha dato seguito all’annuncio di una settimana fa con il quale aveva rilanciato il tema delle unioni civili tra le prerogative della «nuova» Forza Italia. Lei, la fidanzata di Berlusconi, ha lasciato l’Hotel Vesuvio poco prima delle 18, scortata da un folto drappello di giornalisti, di flash e di folla che l’ha accompagnata fino al Borgo Marinari, sotto Castel dell’Ovo. Alla caffetteria Marsal, luogo della consegna delle tessere, c’era anche Alessandro Cecchi Paone. Alla caffetteria Marsal, tra pochi minuti riceverà la tessera dell’Arcigay e GayLib. All’incontro, organizzato nella città d'origine della compagna di Silvio Berlusconi, partecipa anche Alessandro Cecchi Paone, che da tempo lavora alla proposta legislativa sul tema che presenterà Forza Italia. «Apro questo fronte nel centrodestra per ragioni di giustizia civile e umana - ha detto la Pascale -. Il ritardo dell’Italia non è più accettabile a fronte di quanto hanno fatto tutti i paesi civili. Lo faccio come donna e compagna di Silvio Berlusconi, convinti come siamo, io e il presidente di Forza Italia, che solo se si schiera il centrodestra questo grande traguardo riformista potrà essere raggiunto». «Ora che è nata la nuova Forza Italia si torna all’ispirazione originaria del 1994: una grande forza di rivoluzione liberale che deve tutelare tutti» ha continuato, chiedendo anche scusa agli esponenti del mondo omosessuale «per gli insulti che avete ricevuto in questi anni dal centrodestra». L’apertura ai diritti civili per le coppie omosessuali, in ogni caso, ha creato più di qualche malumore nel partito azzurro. Tra i pochi a non celarsi dietro l’anonimato c’è Daniela Santanchè: «Quello della Pascale - ha detto la deputata di FI - è un segnale personale e una scelta individuale. Io non mi iscriverei all’Arcigay perché è come se dovessi iscrivermi alla Fiom o alla Cgil per difendere i lavoratori o come se dovessi iscrivermi a Magistratura democratica per avere una giustizia libera». Tra gli «scontenti» anche Maurizio Gasparri e Lucio Malan. Ora che l’impegno pro-unioni civili è stato esplicitato in maniera ufficiale, i malumori potrebbero aumentare e venire allo scoperto.
Tessera Arcigay a Pascale. A Napoli è bagno di folla
