Ancora 12 morti che si sommano ai tanti altri nella follia degli sbarchi nel Mediterraneo. Tante sono le vittime dell’ultima tragedia del mare avvenuta al largo delle coste libiche. Tra loro una donna siriana e i suoi due figli di tre e sei anni. A rendere nota la tragedia l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’Unhcr, informato dalla Guardia Costiera libica. L’incidente sarebbe avvenuto probabilmente domenica 6 luglio. Tra le vittime si contano tre siriani, tre cittadini eritrei e altri sei africani di nazionalità ancora da determinare. Si ritiene che l’imbarcazione, che aveva una capienza di circa 200 persone e che però probabilmente ne portava molte di più, si sia capovolta al largo delle coste di Tripoli. E non si ferma l’arrivo dei disperati sulle coste italiane: nel Ragusano sono arrivati ieri al Porto di Pozzallo 298 migranti a bordo di tre motovedette della Capitaneria di Porto. I profughi sono stati soccorsi nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. E altri sbarchi sono attesi in queste ore a Taranto, con migranti recuperati dalla nave Etna, e in altre località. E proprio ieri il presidente designato della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si è espresso con preoccupazione davanti al gruppo dei liberaldemocratici in Parlamento europeo (Adle) nel corso di un’audizione trasmessa via streaming: «I paesi più colpiti dall’immigrazione clandestina non possono affrontare da soli il problema. Non è un problema italiano o greco, è un problema europeo. Ci vuole maggiore solidarietà». E intanto La Procura di Palermo ha costituito un pool che si occuperà specificamente di indagini in materia di immigrazione. Coordinato dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia, il gruppo è composto da sei magistrati, tre dei quali della Direzione distrettuale antimafia. I primi due Pm della Dda individuati sono Geri Ferrara e Alessandro Picchi, mentre il terzo nome deve ancora essere indicato.
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Il futuro presidente della Commissione Ue Juncker: «Non può essere un problema solo italiano»
