Politica

Choc all’Unità: Santanchè tra i possibili acquirenti

«Meglio morire che finire nelle mani della Santanché». Gira aria di rivolta all’ Unità . Da un lato i venti di crisi che consiglierebbero di accettare aiuto, qualsiasi aiuto. Dall’altro il timore di poter essere acquistati da un’esponente del partito avverso. E così, dopo qualche minuto d’angoscia, il comitato di redazione del giornale ha preso in mano la situazione e ha diffuso un comunicato per smentire l’ipotesi nella maniera più assoluta: «In merito alle indiscrezioni riguardanti un’offerta di Daniela Santanchè per rilevare l’Unità , il Cdr informa che si tratta di un’ipotesi che non avrà alcun futuro. Da quanto ci dicono i liquidatori, la sola idea che questa testata possa finire nelle mani di un’esponente di FI è incompatibile con la storia del giornale e quindi con la sua valorizzazione». Il caso era esploso in mattinata. Mentre sul web veniva diffuso un video nel quale diversi lavoratori dell’ Unità - giornalisti, grafici e tipografici - si appellavano ai «due Matteo» (Fago, l’editore, e Renzi, il premier e segretario del Partito Democratico) per chiedere un intervento per salvare la testata che altrimenti «ha un solo mese di vita», Daniela Santanchè presentava richiesta per accedere ai conti del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Una mossa che prefigurava una possibile offerta per acquisire il giornale. L’accesso ai conti, però, veniva negato alla deputata di Forza Italia, che è anche un’imprenditrice nel campo della raccolta pubblicitaria e che, come tale, avrebbe avuto anche i mezzi per pensare a un rilancio del quotidiano. Troppo profonde, però, erano le divergenze ideologiche tra l’organo del Pd e la «pitonessa» di Forza Italia. A meno di non voler malignare e ipotizzare che dietro la mossa della deputata non ci sia la volontà di estendere le larghe intese, oltre che alle riforme, anche al campo della comunicazione. Non a caso, stando a quanto rivela l’ Huffington Post , tra gli ispiratori della naufragata operazione ci sarebbe anche Denis Verdini, «regista» del Patto del Nazareno. Scongiurata la «contaminazione» con Forza Italia, per l’Unità resta però concretissimo il pericolo chiusura. Proprio ieri, come detto, i dipendenti hanno registrato un video per sensibilizzare l’opinione pubblica sul destino del giornale. E pronta è arrivata la reazione dei Democratici: «Siamo rimasti toccati dall’appello dei lavoratori dell’ Unità - ha detto Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd - e non rimaniamo indifferenti di fronte alla situazione esistente. Siamo consapevoli del valore storico della testata e abbiamo a cuore quanti, ogni giorno, a dispetto delle difficoltà esistenti, garantiscono con la massima professionalità un importante servizio per l’informazione italiana». «Proprio per questo il Pd - ha concluso - intende continuare a impegnarsi con forza al fine di individuare un percorso condiviso da tutti che consenta di superare la fase attuale e di giungere ad una soluzione positiva della vicenda».

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