Politica

Un grido potente da non ignorare

di Don Fortunato Di Noto,  Parroco e presidente di Meter onlus

Una Santa Messa per molti può sembrare riduttiva, quasi stridente con il suo intimo significato. Ma quello delle vittime di abusi con Papa Francesco e il seguente ascolto fraterno e paterno ha reso «il memoriale della morte e risurrezione di Gesù Cristo» la concreta e visibile rivoluzione di un Bambino che ha raccolto le sofferenze dei bambini e li ha portati nel senso di Dio Padre. E quel grido è stato così potente che non potevamo più ignorarlo. Ascoltare significa entrare in una «obbedienza del dolore e della sofferenza». E Papa Francesco a nome di una Chiesa ferita e sanguinante ha obbedito alle vittime che desideravano essere ascoltate, amate, protette, in un cammino di guarigione. «Passando per la valle del pianto la cambia in una sorgente» (Salmo 84,7). Per le vittime è un «pellegrinaggio di guarigione», un balsamo dopo una lunga strada segnata da tappe di grida di dolore. Ascoltate! Perché Dio ascolta il grido del popolo ferito e umiliato e abbassa i potenti da troni, li sommerge nel sonno chi compie l’onta rossiccia che denuda l’innocenza e la soggioga al proprio piacimento: senza ritegno e senza vergogna. La Chiesa da sempre ha difeso i piccoli e i deboli, i sofferenti e gli esclusi; oscure realtà di potere hanno offuscato queste bellezza nell’annuncio della luce, della verità e della giustizia. Chi non ha agito - vescovi e sacerdoti, ma anche membri della comunità cristiana - ha avuto la irresponsabile conseguenza di velare la bellezza di questo amore di Madre che accoglie il figlio (Giovanni) che accoglie il bambino Gesù, che rinnova la visione della vita e la visione del corpo: inviolabile che non può essere dissacrato. Da nessuno. Né dalla stessa carne che ha generato, né da chi è preposto a tutore della piccolezza dell’uomo. Dobbiamo tutti crederci che la rivoluzione della Chiesa, della comunità dei credenti, è già in atto dalla presenza vivificante del Bambino crocifisso. Quel bambino che non si identifica con l’infantilismo, ma con la potente maturità di essere legato al padre e alla madre, alla famiglia della Trinità, che è Dio stesso. Ecco perché un prete non può fare il prete se abusa dei bambini, se li sottomette al suo potere perverso. La Chiesa deve essere capace di farsi rinnovare dal Bambino. Chissà se un giorno avremo il più grande raduno mondiale dei bambini a Piazza San Pietro. Per ribadire che la Chiesa è dei piccoli e chi è nella Chiesa li ama, li protegge, li difende fino alla morte. Con un amore che non fa male, con un amore che non è pedofilia.   (www.associazionemeter.org)

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