Politica

Beppe chiude e attacca il Pd. Poi il dietrofront: «Dialogo»

Sul blog dieci sì in risposta alle domande dei Dem

Prima chiude con i Democratici, li definisce «sbruffoni». Poi ci ripensa e precisa che «le porte sono sempre aperte». Alla fine Beppe Grillo pubblica sul suo blog anche il «compitino» (le dieci risposte alle dieci domande poste dal Pd, tutti sì, dal ballottaggio al premio di maggioranza, passando per il taglio del Cnel e per la riduzione degli stipendi dei parlamentari). Gliel’ha chiesto il premier Renzi, è la condizione che ha avanzato per incontrare di nuovo i 5 Stelle. Ma all’inizio della giornata il comico rovescia il tavolo: «Si prende atto che un confronto democratico e trasparente in Italia è oggi impossibile» scrive sul suo blog. Aggiunge: «Si prende atto che il Pd preferisce gli incontri al chiuso di cui nessun cittadino sa nulla con un pregiudicato con il quale si appresta a fare la "riforma" della Giustizia. Si prende atto che Renzi, le cui palle sono sul tavolo di Verdini e Berlusconi, rifiuta con il M5S ogni confronto democratico e che l’Italia dovrà pagarne tutte le conseguenze». Un messaggio chiarissimo che sembrava, almeno in un primo momento, chiudere alla possibilità di confronto tra pentastellati e democratici. Grillo aggiungeva anche: «Il M5S rappresenta milioni di italiani che non possono essere trattati come dei paria, come dei cani in chiesa da personaggi mai eletti in libere elezioni, da sbruffoni della democrazia. Nessuno potrà più imputarci di non aver cercato il dialogo». Inevitabile la polemica. «Parla di dittatura, ma nello stesso tempo toglie parola e spazio ai suoi e annulla tutto lo sforzo che i parlamentari 5 stelle stavano facendo per uscire dall’isolamento e dare un contributo alle riforme» nota Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera. Netta anche l’eurodeputata Simona Bonafè: «Svelato il grande bluff: Grillo rimanda i suoi parlamentari sul tetto». In una conferenza stampa e poi su facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S) avanza un’altra «interpretazione»: «Dopo il modo in cui siamo stati trattati stamattina (il Pd ha disdetto l’incontro poche ore prima) è assolutamente comprensibile arrabbiarsi e sentirsi presi in giro. Anzi un diritto sacrosanto quello di Beppe. Ma consiglio a giornali e partiti di non sperare nella nostra chiusura del tavolo. La proposta è sempre aperta. Il MoVimento fa sempre quello che dice e soprattutto non cambia idea su Renzi e i partiti. La nostra opinione negativa su di loro non è mai cambiata, cerchiamo solo di dargli qualche opportunità di farne una buona». Prima delle «dieci risposte a dieci domande» è arrivato il dietrofront del comico genovese. In un nuovo post, Grillo precisava: «Le porte per una discussione sulla legge elettorale per il M5S sono sempre aperte, né mai le ha chiuse nonostante continue provocazioni. Il M5S ha il dovere come seconda forza politica di migliorare la legge elettorale e ci proverà fino in fondo. Il mio è stato un appello ai parlamentari delle altre forze politiche che hanno a cuore la democrazia perché ci aiutino a evitare una deriva anticostituzionale legata alle riforme». Qualcuno, forse, l’ha convinto. Si chiede il deputato del Pd Giuseppe Civati: «Fatemi capire, i grillini devono scrivere (altrimenti niente), mentre a Berlusconi si concede la tradizione orale? Ma che regola è? Forse bisogna risalire ai tempi di Telemaco...». Ma adesso, avendo ottenuto le riposte che voleva, come rilancerà Renzi?

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