Un inchino davanti alla casa del boss: una fermata non preventivata per rendere omaggio al mammasantissima del borgo, l’ergastolano Peppe Mazzagatti. Un omaggio di cui è stato testimone l’intero paese della provincia di Reggio Calabria riunito in processione sotto l’effige della Madonna delle Grazie. Tutti inermi meno il maresciallo dei carabinieri di Oppido Mamertina, Andrea Marino, che accortosi di quanto succedeva, si è allontanato platealmente dal corteo, disponendo ai militari che scortavano la statua, di riprendere con una telecamera il vergognoso omaggio all’uomo condannato per una delle guerre di mafia più cruente e sanguinarie della Calabria. Quelle immagini sono finite ora in un’informativa consegnata alla Procura di Palmi - competente per territorio - e a quella distrettuale antimafia di Reggio Calabria. E dire che lo stesso Marino, che comanda la stazione dei carabinieri nel piccolo borgo di 4.000 anime sull’Aspromonte, consapevole di quanto successo nelle precedenti edizioni della processione, aveva avvisato i portatori di evitare ogni gesto che potesse dare alla manifestazione religiosa un significato negativo. «Ho fatto solo il mio dovere» ha detto al Tempo il maresciallo, «e dire che li avevo anche avvisati di non permettersi gesti come quello che poi hanno fatto». E così, nonostante l’anatema di Papa Francesco che, solo poche settimane fa aveva scomunicato ufficialmente gli appartenenti alla ‘ndrangheta durante un’assemblea a Cassano sullo Jonio, l’ennesimo atto di sottomissione verso il boss del paese, grazie all’attaccamento al dovere di un sottufficiale, potrebbe finalmente provocare l’intervento della magistratura. «Questi sono deplorevoli e ributtanti episodi cerimoniosi. La lotta a tutte le mafie - ha dichiarato il ministro dell’Interno Alfano - è anche nei comportamenti di chi vi si oppone». Molto dura anche la posizione del procuratore aggiunto di Reggio, Nicola Gratteri, autore assieme allo storico Antonio Nicaso di un libro sulle ingerenze della mafia nella chiesa cattolica: «Le parole del Papa sono state ascoltate da tutti ma poi non sono osservate. Quanto accaduto è una sfida a quelle parole. Il Papa non ha rivolto un invito ma ha intimato a tutti di comportarsi da cristiani. La Procura farà il suo lavoro. Ora voglio capire quali saranno le azioni dei vescovi della Calabria». Dura anche la posizione del senatore di Ncd Giuseppe Esposito che ha reso omaggio ai carabinieri: «Coloro che si sono dissociati dall’inchino sotto casa del boss Mazzagatti meritano un encomio speciale». E mentre il sindaco del piccolo centro è sembrato cadere dal pero dichiarando di non essersi accorto di nulla, il vescovo della diocesi ha dichiarato che ìsaranno presi provvedimenti su quanto accaduto».
Schiaffo al Papa: la Chiesa s’inchina al boss
Processione-choc in provincia di Reggio Calabria. Il maresciallo dell’Arma si dissocia L'INTERVENTO/1 La Chiesa non può più tacere L'INTERVENTO/2 Francesco l’identità e i conflitti
