Politica

Smeriglio: «No alla vergogna del carcere per Francesco»

di Massimiliano Smeriglio* Caro direttore,concordo col vicepresidente della Camera Giachetti sulla vicenda che vede Francesco Storace rischiare una condanna fino a 5 anni per vilipendio al Capo...

Caro direttore, concordo col vicepresidente della Camera Giachetti sulla vicenda che vede Francesco Storace rischiare una condanna fino a 5 anni per vilipendio al Capo dello Stato. Un reato anacronistico, fuori dal tempo e dalla storia. Chi può, in Parlamento e al Governo, agisca in fretta per evitare un’altra vergogna al Paese. Il tema è che cosa rappresentino i reati di opinione nel 2014 o nel 2007, anno dei fatti, in Italia. Parliamo di norme introdotte con il codice Rocco e poi aggiornate nel Dopoguerra e malamente usate contro le diverse generazioni che hanno tentato di affermare un protagonismo non omologato. Dalla fine degli anni ’60 all’«Onda», passando per gli anni ’70 e la «Pantera». Reati che, a mio modo di vedere, non hanno mai avuto alcuna cittadinanza, e oggi a maggior ragione, in un dibattito politico in cui corrono giudizi e insulti anche più offensivi di quelli usati da Storace. Dunque a norme di cui contesto in toto la ratio, si aggiunge una inapplicabilità di fatto dovuta anche all’ampio margine di discrezionalità nell’individuazione di reati e responsabilità. La somma di questi elementi porta a una applicazione del reato a macchia di leopardo, elemento che chiaramente facilita disparità di trattamento, discrezionalità e un possibile uso repressivo. Nell’affermare queste evidenti discrasie mi facilita che la persona coinvolta non sia della mia parte politica, sottraendomi a qualsiasi ipotesi di partigianeria. Conosco Storace come politico appassionato e in quest’ultimo anno l’ho potuto apprezzare nel ruolo di consigliere di opposizione della Regione Lazio. Ho avuto modo inoltre di constatare, pur nella differenza di visioni, il suo contributo alla discussione politica del Consiglio. Auspico quindi che l’ex presidente non sia costretto a interrompere questa esperienza per un reato di opinione peraltro ampiamente chiarito con il Capo dello Stato. *vicepresidente della Regione Lazio

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