Di tasse in Italia si muore. Per le richieste esattoriali pregresse causate da qualche svista innocente, o per cartelle pazze gonfiate di interessi e commesse private. E a morire sono soprattutto gli imprenditori, suicidi per la stragrande maggioranza dei casi, qualcuno addirittura colpito da infarto o da ictus. Non lo diciamo noi, ma la tragica rassegna stampa che documenta la sequenza dei gesti estremi, sempre uguali, di decine e decine di piccoli imprenditori lasciatisi andare alla disperazione una volta ricevuto il drammatico avviso esattoriale. A supporto, una ricerca di Link Lab, il Centro studi e ricerche socioeconomiche della Link Campus University, che ha calcolato la cifra di 70 lavoratori autonomi suicidatisi nel 2013 a causa della crisi, quando nell'anno nero del 2012 erano stati «appena» 45. Dei tanti casi, che spesso passano inosservati o non documentati, uno degli ultimi è avvenuto il 16 giugno scorso nel centro di Foggia: un macellaio di 62 anni fu ritrovato esanime dal figlio, appeso ad una corda nel retrobottega del suo negozio. L’uomo aveva ricevuto una serie di accertamenti fiscali e, a quanto pare (anche se poi Equitalia smentirà) una cartella di 24mila euro. Appena un mese prima, la tragedia a Zelarino, in provincia di Venezia, dove fu trovato morto Lorenzo Meggetto, noto come «il re delle scarpe»: anche lui suicida, anche lui impiccato. Risale sempre a quest'anno, al 16 febbraio, la storia di Eduardo De Falco, pizzaiolo di Pomigliano D'Arco, in provincia di Napoli, suicidatosi inalando monossido di carbonio. Il motivo? Due ispettori del lavoro contestarono il ruolo della moglie, che aiutava nell’attività ma non risulta dipendente. Per questo, De Falco venne multato di 2000 euro, con la possibilità di ulteriori sanzioni, chiusura dell’esercizio e processo penale. Secondo famiglia e amici, l’uomo fu spinto al gesto dalla paura di non riuscire a conservare la propria attività e mantenere la famiglia, moglie e figli. Pochi giorni dopo, in un'intervista, il fratello dichiarerà: «La camorra tutela più dello Stato. Aveva un giorno per pagare, i clan gli avrebbero dato più tempo». Fra tragedie e drammi familiari, è incredibile quello che accadde il 1 dicembre 2013 a Bologna, quando la vedova di un imprenditore suicidatosi quasi 2 anni prima ricevette un avviso di pagamento di ben 60mila euro; arretrati e conguagli Irpef, Iva, addizionali regionali e imposte sulle attività produttive datate 2005-2007: per gli esattori il debito era suo, perché i coniugi erano in comunione dei beni. Ma l'elenco è ancora lungo. Il 15 luglio 2013 a Subiaco, vicino Roma, si tolse la vita Roberto Nirchi, imprenditore edile di 64 anni: scelse il Monastero di Santa Scolastica, dopo aver ricevuto una «ricca» cartella esattoriale da Equitalia. Poi ci fu l'artigiano di Porotto, in provincia di Ferrara, che nel maggio 2013 si sparò con il suo fucile dopo aver ricevuto una cartella di ben 90mila euro. Pochi giorni prima, l'estremo gesto venne compiuto da Edoardo Bongiorno, 61 anni, noto albergatore di Lipari, strozzato dalle tasse: la fece finita con un colpo di pistola nel suo albergo, l’Hotel Oriente. Ben 4 tragedie nel giro di pochissimi giorni a maggio 2012: un imprenditore di Lecco dopo aver ricevuto una cartella Equitalia di quasi 100mila euro, un commerciante di Bologna 48enne, titolare di un negozio di ricambi di elettrodomestici; e ancora Arcangelo Arpino, 63 anni di Vico Equense, che si sparò davanti al Santuario di Pompei dopo aver scritto un biglietto alla Madonna («Proteggi tu la mia famiglia»), quindi Mario Trombone, torinese di 73 anni, anche lui strozzato dalle tasse. Poche settimane prima toccò a un imprenditore di Napoli: il motivo? Sempre lo stesso: tasse, tante e tutte insieme. Ma non c'è solo chi sceglie di farla finita, colto dalla disperazione. Due anni fa un uomo di 70 anni, a Fiumicino, fu colto da un ictus dopo aver ricevuto una cartella esattoriale di quasi 100mila euro. Il figlio, un commercialista molto noto nella zona, intraprese una battaglia personale contro i metodi del fisco che prosegue tuttora: denunciò l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera e aprì uno sportello ad hoc a Ostia per le «vittime» di Equitalia.
Quella scia di imprenditori "uccisi" da un verbale
Secondo uno studio di Link Campus la crisi nel 2013 ha spinto 70 persone a togliersi la vita
