«La proposta dei M5S per eliminare Equitalia ha un sapore troppo elettoralistico. Per due motivi. La riforma della riscossione è già prevista nelle legge delega fiscale approvata a marzo e sulla quale i 5 stelle si sono astennuti. Dunque di fatto anche loro, al tempo, hanno deciso di spostare il dibattito politico su quel provvedimento. La seconda è che con la restituzione dei ruoli già in essere ai creditori, Stato ed enti locali, si apre di fatto una maxirottamazione che equivale a una sorta di maxicondono fiscale. Sarebbe una sorta di liberi tutti e nessuno pagherebbe più». Spiega così a Il Tempo Marco Causi (Pd) la posizione della maggioranza nella commissione Finanze della Camera che ha espresso parere negativo sulla proposta di legge del M5S che chiede la soppressione di Equitalia. Così il messaggio che passa è che si voglia mantenere lo status quo. Tutti, a parole, vogliono sopprimere l’ente e poi nessuno lo fa. «In realtà alcune riforme sono state già avviate per rendere più morbida l’azione di Equitalia, come la rateazione dei debiti fino a 120 mesi e la previsione legislativa di eliminare l’aggio. Non solo. È già in itinere un intervento profondo per regolare le sue attività con un contratto di servizio. Sta dicendo che le spese per la riscossione le pagheranno tutti? «Attenzione. Se eliminiamo l’aggio e scriviamo un contratto di servizio si deve trovare il modo di ribaltare comunque le spese sostenute per l’incasso delle tasse non pagate sempre sui furbi che non hanno adempiuto ai loro oneri e non su chi è corretto. Dunque di Equitalia si parlerà nella delega fiscale e non martedì prossimo in Parlamento? «Così è stato deciso da tutti i gruppi parlamentari. Ricordo che il Movimento dei 5 stelle, quando fu approvata la delega fiscale nel marzo scorso, non votò contro ma si astenne, confermando di considerare il provvedimento la sede nella quale elaborare una riforma organica del fisco e non solo provvedimenti spot». E questa legge lo è? «Mi sembra una proposta di bandiera e dal sapore elettoralistico. Dunque non funzionale a una discussione seria sulla macchina dell’erario. In più mi sembra anche pericolosa». In che punto? «Il primo è che l’articolato prevede che, dopo la soppressione di Equitalia, tutti i ruoli in circolazione debbano essere restituiti ai creditori entro il 31 dicembre del 2014. Una sorta di maxi rottamazione dei titoli già esecutivi che però si tramuta in una sorta di maxi condono. A quel punto il segnale sarebbe il liberi tutti. Chi deve pagare non lo farà. Non mi sembra coerente nei confronti degli onesti. In più c’è un altro passaggio della legge che non condivido». Ce lo può spiegare meglio? «La previsione di chiudere Equitalia e di passare tutte le competenze all’Agenzia delle Entrate è pericolosa perché abbassa le tutele a carico del contribuente. Allo stesso soggetto competerebbe, infatti, sia la fase dell’accertamento dell’imposta sia quella della riscossione. In caso di errore nell’accertamento il riscossore, che è sempre lo stesso soggetto, non smentirebbe mai se stesso. Insomma meglio tenere separate le due funzioni». Che modifiche vede in prospettiva su Equitalia nella delega fiscale? «La cosa che penso vada assolutamente rivista è la riorganizzazione della riscossione dei tributi locali. La struttura attuale ha, infatti, svolto egregiamente il suo lavoro sui crediti delle Entrate come l’Irpef . Meno bene ha funzionato per le tasse comunali. Ma questo per una ragione di grandezze e di dimensione. Le strutture che lavorano su grandi importi come i crediti fiscali sopra i 20 mila euro non sono preparate ad afrrontare il non riscosso di un Comune per una multa di qualche decina di euro». La soluzione? «Da studiare. Ma va divisa la riscossione nazionale da quella locale. O con uno strumento ad hoc o con la creazione all’interno dell’attuale Equitalia di una divisione distaccata che possa usare metodi e normative più soft rispetto a quelle canoniche. Penso a preavvisi bonari o a contatti telefonici con il debitore prima di iscrivere le somme a ruolo e far partire la riscossione coattiva».
«Grillo vuole solo un maxicondono»
Causi (commissione Finanze) spiega perché la proposta di Grillo è demagogica «Rottamare tutti i ruoli come previsto è un liberi tutti. Poi non paga più nessuno»
