Politica

Per Paul Getty III sfuma la pista della Corsica

Le autorità: «Solo uno scherzo di cattivo gusto» Proseguono le indagini in ogni direzione

Ancora buio fitto nel caso «Paul Getty terzo». Le ipotesi fin qui formulate restano tuttora valide e gli inquirenti, in attesa di una nuova telefonata dei misteriosi ricattatori che giovedì scorso si sono messi in contatto con Gail Getty, continuano a indagare in tutte le direzioni. La notizia, giunta all’alba di ieri, secondo cui il giovane sarebbe stato visto venerdì scorso in un ristorante e in un night di Bastia, in Corsica, è stata seccamente smentinta dalle autorità locali. Si è trattato hanno spiegato - di «uno scherzo di cattivo gusto», e per la precisione di voci del tutto infondate messe in giro da un giornalista del posto. Si è così bruscamente interrotta la pista corsa, su cui la Questura di Roma si era inoltrata con una richiesta tramite l’Interpol, alla Gendarmeria francese affinché fossero svolte indagini a Bastia. Come si ricorderà, le notizie giunte nella nottata di ieri parlavano della breve permanenza nella località corsa di un giovane somigliante a Paul Getty terzo. Egli, sempre secondo le voci ora smentite, era sbarcato da uno yacht in compagnia di una ragazza bionda e di altri tre o quattro giovani, riprendendo il largo sabato. Frattanto la Squadra Mobile romana ha fatto ulteriori progressi nella ricostruzione delle ultime ore di Paul Getty terzo, prima della scomparsa. Sembra che il giovane, uscito verso le 2,40 di martedì dal locale notturno «Three Top» si sia recato in piazza Navona per incontrare una ragazza francese, Danielle Devret, a cui da qualche tempo faceva la corte. In presenza di un comune amico, Paul propose alla ragazza di accompagnarlo a Gaeta per qualche giorno di vacanza, Danielle rifiutò seccamente l’offerta di Paul, che, visibilmente contrariato, si allontanò - erano circa le 3,15 - in direzione di corso Rinascimento. Anche questi particolari sembrano più accreditare ipotesi di una vacanza combinata che non di un vero e proprio rapimento. Il che, ovviamente, non è escluso. LA MADRE DICHIARA «SI SONO SBAGLIATI» La notizia bomba che Paul Getty III era stato visto in compagnia di una bionda di circa ventiquattro anni in ben due locali di Bastia e da più persone, dopo essere sceso da uno yacht, è scoppiata ieri notte alle 2,30 e immediatamente se ne è cercata la conferma, sia da Bastia, sia dalla signora Gail, la mamma di Paul. «Paul non è mai stato a Bastia - spiega la madre - e non vedo proprio perché dovrebbe andarci e come, visto che non ha il passaporto. Anche questa ragazza bionda non so chi possa essere. Certamente non è Danielle Devret, la quale non è più in Italia, ma non è neppure in Corsica. Se almeno qualcuno avesse potuto descrivere l’abbigliamento di Paul, dare qualche altro particolare, ma così la notizia mi sembra veramente assurda. Quando mi avete svegliata speravo proprio che aveste per me qualcosa di positivo» (...). GIRANDOLA DI RAGAZZE ATTORNO ALL’HIPPY D’ORO Le difficoltà maggiori per il cronista in tutta questa pittoresca faccenda del rapimento di Paul Getty terzo sono due. Primo: disporre in ordine logico e leggibile il caotico sovrapporsi delle ipotesi, delle testimonianze,dei sospetti e dei personaggi. Secondo: aprire il cuore alla professionale pietà - quella che ogni cronista deve accendere ad intermittenza per suscitarne altre, onde concentriche di pietà, anche nei lettori più freddi - aprirsi al professionale rammarico per la sorte del rapito. Il motivo principale è quello dell’incertezza. Nessuno sa che fine abbia fatto Paul Getty terzo; potrebbe essere stato sequestrato, potrebbe e le notizie più fresche sembrano confermarlo - avere organizzato subito una colossale beffa, o addirittura un finto rapimento ai danni del nonno ricchissimo e a vantaggio delle proprie inesistenti finanze. Nell’attesa di chiarire questo non secondario dettaglio, nessuno si concede alla pietà. Ma, forse, nessuno le si concederebbe anche se, circa la sorte dell’ultimo Getty, venissero accreditate le voci più sinistre. La lunga attesa di una seconda telefonata ricattatoria ha concesso ai giornali il fiato necessario per diffondersi in particolareggiate ricostruzioni delle ultime ore dello scomparso in minuziosi profili di lui e dei suoi amici. Ne è sortito uno straordinario formicaio umano capace di risvegliare mucchi di sentimenti e di istinti, dalla curiosità allo sdegno, dall’invidia al sarcasmo, dall’ammirazione alla frustrazione. Tutto meno che la pietà per la fine di chi da sei giorni è uscito dalla comune e non è dato sapere se e quando vi rientrerà. In primo luogo da deterrente contro l’accoramento funzionano i miliardi. Il nonno del «rapito», Paul Getty senior gode fama di essere l’uomo più ricco del mondo: pozzi petroliferi, svariate flotte, 87 società, immensi possedimenti immobiliari danno corpo a un patrimonio di settemila miliardi di lire, consentono un gettito giornaliero di centocinquanta milioni. In mezzo a questo bagno di quattrini Paul senior - ottantun anni, cinque matrimoni falliti alle spalle e una sesta unione non regolarizzata perché una zingara gli ha detto che le seste nozze lo uccideranno - vive come l’incarnazione di Paperon de’ Paperoni, in un palazzo di quaranta stanze, protetto da un muraglione altissimo e da mute di cani da guardia. Sull’altro fronte il nipote, Paul terzo, senza una lira, senza un’occupazione stabile, campa vendendo quadri e piccoli monili hippie che lui stesso crea, snobba l’attico pariolino della madre e passa le sue giornate in Trastevevere. Un moderno bohemien che si nutre d’arte e di passione, ma che non rifiuta i contatti politici più estremi, la occasionale milizia in movimenti che predicano l’eversione violenta. Eppure la sua esistenza non si dibatte nella morsa delle ristrettezze economiche: amici danarosi, belle donne abbondantemente più anziane di lui, inviti in ville marine o per crociere su yacht, tutto questo piove addosso ai suoi diciassette anni con un’abbondanza che mette invidia. Forse Paul terzo è veramente un mostro di simpatia, forse inconsciamente e involontariamente capitalizza quel cognome che in varie occasioni ha mostrato di non apprezzare. Infine la girandola di belle donne e l’intreccio di flirt che contraddistinguono guesto ambiente. A voler lasciare da parte le sei mogli del nonno, ormai, disseminate sull’arco di oltre mezzo secolo, a voler scordare le due del padre, Gail Harris e Talitha Pol, Paul terzo non è certamente a corto di compagnia femminile. Nel giro di una ventina di ore, quelle di lunedì ricostruite dalla polizia, Paul si accompagna nell’ordine con Martine Zacher, fotomodella tedesca ventiquattrenne con cui convive da due mesi, con Susan Johnson, attrice inglese ventitreenne, e infine con la ventiquattrenne francese Danielle Devret, con cui forse ora sta veleggiando al largo della Corsica. Ma anche Danielle Devret non scherza. Potrebbe essere in viaggio per mare con Paul Getty terzo, come potrebbe essere a Parigi con un amico olandese, Dion Van Der Werkins, il batterista inglese che convive con la ragazza propende per questa seconda soluzione, ma non è sicuro al cento per cento.

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